Attenzione
«Accuse false e toni offensivi contro la preside Pastacaldi»
Il legale della dirigente scolastica del liceo artistico Petrocchi passa al contrattacco dopo la richiesta di rimozione annunciata dall’avvocato dei genitori di due ragazzi
PISTOIA. «È ferma intenzione della preside Elisabetta Pastacaldi – e, se vorrà, della vicaria Angela Borselli – difendersi in ogni sede e sottoporre al vaglio dell’autorità inquirente la condotta di chi ha proferito determinate accuse, offese, nonché del contegno tenuto nei confronti della scuola in relazione alla questione degli scrutini, a tutela del buon nome dell’istituzione scolastica, della professionalità e serietà della dirigente».
Niccolò Grossi, legale della preside del liceo artistico Petrocchi Elisabetta Pastacaldi, replica all’avvocato Fabio Maria Galiani, che nei giorni scorsi ha fatto sapere di voler chiedere il trasferimento e un eventuale provvedimento disciplinare a carico della stessa Pastacaldi e della sua vice per “come hanno condotto” la vicenda legata alle sospensioni, poi annullate, di due studenti suoi assistiti.
Tutto è iniziato dopo l’assemblea d’istituto del Petrocchi del 28 marzo alla cattedrale ex Breda di Pistoia, dove una studentessa del liceo fu umiliata da alcuni compagni di scuola dopo che si era ubriacata. Per i due studenti assistiti da Galiani (ed estranei ad atti di bullismo) fu prima sancita, poi annullata dopo essere stata scontata, la sospensione per non aver chiamato i soccorsi per la giovane. Alla fine dell’anno scolastico i due ragazzi difesi da Galiani sono stati rimandati a settembre. E all’esito degli esami di riparazione è legata l’eventuale richiesta di risarcimento annunciata da Galiani, che nei giorni scorsi ha tenuto a sottolineare che le sospensioni sono state annullate «non solo per un vizio di forma, ma anche per un errore sostanziale, perché ai due studenti non è stato detto di cosa erano accusati».
«Le affermazioni dell’avvocato Galiani – replica adesso Grossi – sono errate, quanto gravi e offensive: non è vero che i provvedimenti siano stati annullati per vizi di sostanza. I vizi riscontrati sarebbero due. Primo: non aver firmato il verbale del consiglio di classe trasmesso poi al consiglio di istituto. Secondo: non aver inviato una notificazione di contestazione degli addebiti ai genitori dei ragazzi: ciò, afferma l’Organo di garanzia, non ha violato in alcun modo il contraddittorio, perché i ragazzi sono stati sentiti alla presenza dei genitori durante il consiglio di classe. Il punto è invece che i vizi sono di natura procedurale, e non sostanziale, che i fatti sono comprovati e che tutte le decisioni sono state prese da organi collegiali, non dalla dirigente Pastacaldi, men che meno dalla vicepreside Borselli».
«Gli studenti – prosegue Grossi – dopo aver scontato il provvedimento disciplinare non hanno mostrato alcun tipo di problematica. Anzi, i voti di profitto non sono peggiorati; gli studenti sono stati promossi con alcune materie “a settembre”, in virtù del globale percorso scolastico annuale. Nel giudizio non si è tenuto conto in alcun modo dell’evento storico avvenuto e della sanzione ricevuta, né sotto il profilo di profitto né sotto quello della condotta. È evidente il messaggio sottostante, secondo il quale se i ragazzi non supereranno le verifiche di settembre, allora la scuola, la preside e la vicepreside, il coordinatore dei docenti di sezione e chissà chi ancora, subiranno azioni legali ad opera dei genitori dei ragazzi».
«Fin dall’inizio della vicenda, – sottolinea Grossi – a carico di Pastacaldi e poi di Borselli, sono stati alzati i toni in modo offensivo, con accuse sempre diverse, diffamatorie e calunniose». –
Tommaso Artioli
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