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Tour culturale per tre detenuti che studiano arte

Nicola Gonfiantini
Tour culturale per tre detenuti che studiano arte

Singolare esperienza terminata con un pranzo al monastero delle Benedettine e la visita al Palazzo Tolomei che è chiuso al pubblico

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pistoia. Per la prima volta a Pistoia, tre persone, detenute nella Casa Circondariale, escono dal carcere e grazie ad uno speciale permesso premio di un giorno, trascorrono una giornata inconsueta, quanto bella e speciale, tra alcune bellezze monumentali della città. La mattina, grazie alla disponibilità di don Luca Carlesi, era iniziata visitando la chiesa di San Giovanni Fuoricivitas, il Duomo e la Chiesa di Sant’Andrea. Per finire, l’inedito tour si è concluso con un pranzo offerto nel monastero delle Benedettine, che per l’occasione ha aperto, le sue porte. Con l’energica Suor Ana a vigilare che tutto procedesse al meglio. A seguire, dopo il rosolio dalla ricetta mai svelata, la visita ai tesori, davvero poco conosciuti, contenuti nello storico Palazzo Tolomei, chiuso al pubblico e quindi difficilmente visitabile, un vero peccato. Francesca Rafanelli, storica dell’arte ha sapientemente ripercorso la storia del monastero e del palazzo descrivendo la mostra allestita al piano terra con la grande teca centrale, per poi proseguire tra ampi saloni affrescati, l’archivio, la biblioteca ed il grande giardino.

«Siamo un po’ frastornati – hanno detto sorridendo i tre speciali visitatori – ci siamo divertiti, abbiamo fatto una cosa nuova, stimolante. Siamo felici e ringraziamo della ospitalità, e delle visite fatte».

In questo giorno “fuori sede”, sono stati accompagnati dalla direttrice del carcere, Loredana Stefanelli, e dalla dottoressa Padovani, docente del corso sulla storia dell’arte, che alcuni reclusi hanno seguito per circa un anno.

«L’obiettivo era quello di cercare, grazie a questa iniziativa, di dare alcuni strumenti – ha detto la direttrice Stefanelli – per stimolare la loro curiosità poi sta a loro cercare di tradurli. Ad oggi, sono presenti nella Casa Circondariale circa 90 detenuti, tutti con pene sotto i cinque anni». –

Nicola Gonfiantini

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