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«Tenete aperto quel convitto» Raccolta di firme in montagna
Il servizio di accoglienza all’interno dell’istituto De Franceschi potrebbe non riaprire Ma per gli studenti montani che studiano a Pistoia sarebbe un grosso problema
San Marcello. Sembra di nuovo a rischio il futuro del convitto dell’istituto professionale agrario De Franceschi di Pistoia. E la montagna pistoiese lancia una petizione perché il servizio possa continuare ad essere garantito.
È vero che gli studenti che usufruiscono di questa possibilità non sono molti (7 ragazzi dalla montagna) ma la chiusura rappresenterebbe sicuramente una grave penalizzazione che comporterebbe enormi difficoltà per recarsi a scuola e tornare a casa con i mezzi pubblici dalle scuole frequentate. Che non sono soltanto l’istituto agrario: il convitto infatti, pur interno alla scuola di via Dalmazia, dà ospitalità (vitto ed alloggio) anche a studenti che non frequentano lo storico istituto professionale.
«Non è ancora ufficiale – spiega Barbara Cabras di Popiglio – la notizia della chiusura del convitto ma è molto alta la possibilità. Negli anni ha dato la possibilità ai nostri ragazzi della montagna di andare a Pistoia per frequentare le scuole. Se lo toglieranno, i nostri studenti dovranno fare su e giù partendo come nel caso di mio figlio alle 5,40 per tornare a casa soltanto alle 16,30. Se non dovessimo ottenere una risposta positiva, dovrò ricorrere alla soluzione di prendere un alloggio in città».
«Sappiamo bene – continua Cabras – che la scuola superiore di San Marcello offre comunque un ventaglio di opportunità interessanti, ma è giusto anche che i nostri figli scelgano liberamente di andare a studiare altrove».
L’ombra della chiusura del convitto si materializzò anche all’inizio dello scorso anno scolastico. Emerse lo squilibrio tra il numero (tutto sommato piuttosto basso) degli effettivi utilizzatori del convitto e l’organico del personale impiegato per farlo funzionare.
Poi le difficoltà vennero superate e così gli studenti anche per l’anno scolastico appena concluso hanno potuto usufruire di questo servizio.
«È vero che non siamo ancora sicuri che il servizio venga soppresso – spiega Simona Fraulini di Pian degli Ontani – ma la paura e la possibilità che quest’anno non venga riconfermato il convitto è davvero alta. Sembra che non ci siano i numeri per mantenerlo attivo. Ma per i ragazzi della montagna, i nostri figli, questo sarebbe davvero un problema».
In questi giorni sta girando anche una petizione tra le famiglie interessate ed è possibile firmare anche da parte di coloro che non usufruiscono del servizio ma che solidarizzano con le richieste degli studenti della Montagna e delle loro famiglie.
I genitori coinvolti hanno incontrato anche Luca Marmo, in veste di presidente della Provincia.
«Conosco la questione – conferma Marmo – ed ho incontrato anche i genitori. Ad oggi la situazione è complessa ma mi interesserò direttamente perché si trovi una soluzione. Giorni fa ho avuto anche un confronto col dirigente scolastico dell’istituto agrario De Franceschi».
Il presidente della Provincia precisa che «per ora non è stato rinnovato l’organico che si occupa di questo servizio in virtù del numero esiguo di studenti che ne usufruiscono. Comunque nei prossimi giorni mi m’interesserò a livelli più superiori per fare maggiore chiarezza». –
Carlo Bardini
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