Gioco
Tasse comunali evase, in arrivo le cartelle Oltre ottocentomila euro da recuperare
I ruoli questa volta riguardano la tassa rifiuti non pagata nel 2013 e nel 2014 e i servizi scolastici dell’anno 2016/17
PISTOIA. E dopo la caccia agli evasori dell’Imu, ora tocca a chi non ha pagato la tassa rifiuti (la Tares fino al 2013; la Tari dal 2014) o la tariffa per i servizi scolastici. Il Comune di Pistoia continua a lavorare per stanare chi non ha pagato, negli anni scorsi, imposte e tariffe.
Nei giorni scorsi il Servizio entrate di Palazzo di Giano ha approvato una nuova, consistente, ondata di ruoli (elenchi di contribuenti in debito) da affidare all’Agenzia delle entrate perché quest’ultima – come vuole la legge – proceda alla “riscossione coattiva” (tradotto: con le buone o con le cattive) di quanto a suo tempo non è stato pagato.
Il conto, questa volta, è composto da tre voci, che in totale assommano a 803.426 euro di tasse e tariffe da pagare, il tutto suddiviso in 2.301 pratiche. Insomma, cattive notizie in arrivo nelle case di centinaia di contribuenti pistoiesi.
La fetta di gran lunga più grande di riscossioni coattive è quella che riguarda la tassa rifiuti (Tari) non pagata nel 2014. In totale si tratta di 1.447 atti, per un totale di tassa evasa pari a 516.419 euro. A questa somma vanno poi aggiunte le spese postali (24.946 euro) e soprattutto le sanzioni (160.035 euro), per cui il totale schizza a 727.514 euro.
La cifra è molto alta, ma in realtà la Tari complessivamente non pagata nel 2014 è ancora più alta: secondo gli uffici del Comune, si arriva ad un totale di un milione 68.375 euro. La differenza in più non contenuta in quest’ondata di riscossioni coattive arriverà probabilmente nei prossimi mesi.
Si parla sempre di tassa rifiuti anche per la Tares 2013: qui il Comune presenterà il conto per 751 casi totali di mancati o incompleti pagamenti, per una somma totale di 55.094 euro.
Terza voce di questi ruoli di inizio estate sono i pagamenti dei servizi erogati per l’anno scolastico 2016/2017: gli accertamenti questa volta sono 193 per un valore di 18.590 euro, ai quali devono aggiungersi le spese di notifica e ingiunzione, pari a 2.228 euro. Per un totale di 20.818 euro.
Ora l’Agenzia delle entrate preparerà le cartelle che, nel giro di qualche settimana, inizieranno ad arrivare nelle case degli interessati. I quali potranno ovviamente dimostrare – carte alla mano – di essere stati messi nel mirino ingiustamente o di aver già rimediato. Ma al di là di questi due casi, non resterà loro che pagare, almeno stando alla legge.
Ma l’esperienza dice che non saranno in molti a farlo: rispetto alle imposte evase, infatti, le risorse effettivamente recuperate dal Comune (e Pistoia non è certo una eccezione) sono una minima parte: la percentuale si aggira sul 10-15% circa. Ecco perché a fronte di cifre da capogiro che vengono fuori relativamente a imposte e tariffe non pagate, gli incassi effettivi rimangono bassi.
L’esempio più clamoroso resta quello dell’Imu, dove l’importo complessivo degli accertamenti, a fine 2018, aveva addirittura superato i 9 milioni di euro. Abbastanza per pagare tutti i dipendenti comunali per quattro mesi. —
Fabio Calamati
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