Gioco
Bonelle, la gente non s’arrende alla chiusura del centro sociale: martedì manifestazione
Valentina Vettori
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Il presidio al centro sociale di BonelleSarà una festa in piazza, con musica e momenti di confronto. «Così risponderemo alla prova di forza del Comune»
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PISTOIA. Bonelle non si arrende, nemmeno di fronte alla «prova di forza del Comune» che nella mattinata di venerdì 21 ha cambiato le serrature del Centro sociale L’Argine a Bonelle ’80 e tutto ciò che si trovava lì dentro rimane in attesa di essere recuperato. Una decisione a cui i cittadini fruitori abituali del Centro sociale e il Comitato per la difesa degli spazi comuni di Bonelle (nato per difendere L’Argine dalla chiusura, poiché da settembre l’amministrazione comunale ha deciso di trasferirci i bambini della scuola primaria della frazione, la cui sede è stata definita non a norma dal punto di vista antisismico) risponderanno con una manifestazione martedì 25 alle 21.
«Sarà una festa, nella piazza del Centro sociale, per stare in compagnia, come siamo abituati a fare qui a Bonelle – sottolinea Carlo Bonacchi – Ci saranno musica e momenti di confronto, aperti a tutta la città. Rispondiamo così alle prove di forza dell’amministrazione».
Questa è una battaglia per gli spazi e i diritti di tutti» ripetono in coro i bonellini chiamati a raccolta per organizzare la manifestazione di martedì sera.
«Con la decisione del Comune di chiudere il Centro per trasferirci la scuola – ribadisce Bonacchi – si stanno commettendo due ingiustizie: la chiusura di un luogo di aggregazione dedicato alle persone anziane e il trasferimento dei bambini in una sede del tutto inadeguata», quando invece, sostengono dal Comitato, la soluzione più semplice sarebbe spostare i bambini nel piano vuoto della scuola per l’infanzia La Coccinella, che si trova a poche decine di metri dalla scuola primaria chiusa con la fine di questo anno scolastico. E proprio sul trasferimento dei bambini all’Argine, i cittadini ribadiscono forti dubbi.
«Si chiude, giustamente, una scuola non a norma – dice Paola Logli – ma poi si trasferiscono i bambini in una sede che di scuola non ha assolutamente niente e dove dovranno essere spese decine e decine di migliaia di euro, quando c’è l’intero piano di una vera scuola inutilizzato».
«Quel che più ci lascia perplessi – aggiunge Luciano Mazzieri – è che nutriamo forti dubbi sul fatto che il Comune abbia ricevuto per la sede del Centro sociale tutti i pareri favorevoli di Asl e degli altri soggetti deputati al rilascio delle certificazioni richieste per una scuola primaria».
«Sono stato presidente del Centro sociale di Bonelle e ho sempre trovato spirito di collaborazione tra gli abitanti. Il Centro sociale può ancora servire per tutta la zona sud ed è meschino che senza preavviso formale sia stato sfrattato, violando anche il patto di collaborazione siglato proprio con il Comune nel 2017», sottolinea Riccardo Tomassucci.
«Per quel poco che sappiamo – gli fa eco Roberto Palandri dell’Auser – le nostre attività dovrebbero essere trasferite alla Coccinella, ma non sappiamo né tempi né modi. Mi era stato detto di impacchettare tutto il materiale, e io avevo appena cominciato a farlo, ma giovedì mattina sono venuti a cambiare le serrature e tutta la nostra roba è rimasta lì dentro. I libri della biblioteca, il materiale per le attività, stampanti e monitor. Ci hanno trattati come se stessimo rubando a qualcuno. È stato davvero un gesto ingiusto».
La comunicazione della disdetta per l’uso dei locali concessi dal Comune al Centro sociale – riferiscono dal Comitato – è arrivata nella giornata di giovedì 20. Il giorno successivo la mossa del Comune che ha deciso di cambiare le serrature alle porte, impedendo l’accesso alle persone.
«Non crediamo che siano stati rispettati nemmeno i tempi previsti dalla legge – rincara la dose Annalisa Romeggini – È stato un abuso di potere».
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