Gioco
Basket e schiamazzi fino a notte fonda: residente esasperata presenta un esposto
Comune sott’accusa per il campetto del parco Ilaria Alpi. «Ora basta, da tre anni chiedo di far rispettare gli orari»
PISTOIA. Quel battito ritmico del pallone moltiplicato ossessivamente nel cuore della notte. Il frastuono dei cesti e del pallone contro i pannelli. Il linguaggio triviale, le urla e le bestemmie. Pistoia ha il basket nel cuore, ma non tutti i residenti apprezzano il gioco se reiterato ben oltre l’orario consentito fino alle 23 (almeno da quando scritto nel cartello), con un fari puntati a giorno sul campetto, peralro privo di recinzione, quando nella stesso viale Arcadia i lampioni vengono spenti molto prima. La protesta arriva da Giuliana Vitale proprio a due passi dal campetto di basket nei pressi del parco pubblico “Ilaria Alpi”. Protesta non nuova, ma che si rinnova ogni anno ormai dal 2017. Ma che ieri ha avuto un salto di qualità: la donna è andata a sporgere denuncia alla caserma dei carabinieri.
«Mi ci hanno costretto dall’amministrazione comunale – dice – Già nel 2017 il capo di gabinetto del sindaco, Giorgio Zuccherini, mi disse che non c’è soluzione e che non mi restava che chiamare i carabinieri tutte le notti. Questo accadeva tre anni fa, ma la stessa trafila di telefonate si è ripetuta nei giorni scorsi, a partire dal 18 giugno. Ho chiamato i carabinieri, sono intervenuti e hanno interrotto il gioco e gli schiamazzi dei ragazzi alla mezzanotte. Poi il gioco è ripreso appena sono andati via, a mezzanotte e 17 minuti. Il 19 giugno ho chiamato di nuovo i carabinieri, mi hanno di rivolgermi alla Polizia municipale. Mi hanno detto che non hanno pattuglie fino a mezzanotte e gli operatori prendono servizio a quell’ora. Ho chiamato di nuovo i carabinieri, poi di nuovo la Municipale: questa volta sono intervenuti. Ma il 20 giugno, alla stessa richiesta fatta intorno alle 7 del mattino, mi ha risposto sgarbatamente un’operatrice perché usavo il numero delle emergenze. Sono andati via così anche la sera e poi dopo il 21, tra Municipale e carabinieri. Un’operatrice mi ha perfino detto che non ci sono cartelli che fissano orari per il gioco, invece c’è eccome e l’orario massimo consentito è le 23».
La donna, nella sua segnalazione, ha ringraziato i carabinieri, non il Comune, con cui ha ingaggiato un braccio di ferro “a colpi di canestro”. «Io non chiedo che i ragazzi non giochino a basket – ci ha poi detto – ma che lo facciamo in orari stabiliti oppure si sposti il campetto lontano dalle case».
Giuliana Vitale ha provato, negli anni passati, a coinvolgere altri residenti, ma ritiene che la questione non sia d’importanza così vitale da formare comitati e raccogliere firme. «Oltrettutto tra i miei vicini c’è rassegnazione: c’è chi ha messo l’aria condizionata ed è barricato in casa a finestre chiuse, quindi non sente schiamazzi. Chi, invece, se n’è andato ad abitare in altre zone. E chi sopporta». Lei però, dopo tre anni di battaglie, ha preferito denunciare.
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