Il dolore
In consiglio a torso nudo «Avevo caldo», è polemica
Protagonista dell’insolita scena Giuliano Melani, esponente della lista civica H109 Il presidente dell’assemblea gli ordina di rivestirsi per rispetto verso l’aula
quarrata. Si è tolto la camicia ed è rimasto a torso nudo durante il consiglio comunale. È una sorta di atto di protesta, quello che Giuliano Melani, esponente del gruppo di opposizione H109, ha compiuto mercoledì sera dopo un po’che nell’aula consiliare di Quarrata il timer aveva disattivato il condizionatore e la temperatura si era alzata. Ma, richiamato dal presidente del consiglio comunale Gabriele Giacomelli, Melani si è subito rivestito ed ha chiesto scusa, chiarendo di aver fatto presente più volte in passato i disagi legati allo spegnimento del condizionatore durante le sedute di consiglio nei mesi più caldi. Segnalazioni, ha chiarito il consigliere in aula, mai prese in considerazione prima.
Perché si è spogliato? «Avevo caldo». Il giorno dopo Melani sdrammatizza. «Al di là del gesto – spiega – che non è certo stato il massimo dell’eleganza da parte mia, volevo semplicemente far capire che contano anche le condizioni in cui si fa lavorare un consiglio comunale. Del resto da due anni segnalavo questo problema all’amministrazione».
Presentate le scuse e archiviato l’episodio, Melani si sofferma su quelli che ritiene problemi più profondi e che, secondo lui, hanno in qualche modo legami con la questione da lui portata all’attenzione del consiglio col gesto plateale di mercoledì sera.
«Questo fatto è rappresentativo del modo di fare dell’amministrazione – dice – Nei luoghi pubblici a Quarrata, c’è un’incuria che diventa “cura a domanda” : si trascura, ad esempio, il taglio dell’erba, si aspetta che il cittadino telefoni al sindaco o gli scriva su Facebook e, solo dopo, le cose vengono fatte. In questo modo si dà la sensazione che l’amministrazione faccia, ma in realtà fa dopo che gli è stato chiesto di fare».
A commentare l’accaduto il giorno dopo è anche il presidente del consiglio comunale Gabriele Giacomelli, protagonista dell’acceso scambio in aula col consigliere civico di opposizione che ha messo in scena la protesta.
«Ritengo che il gesto di Giuliano Melani sia stato completamente sbagliato – osserva – Si tratta di una provocazione assolutamente evitabile. È evidente che finché nell’aula il condizionatore è rimasto acceso siamo stati meglio, ma quello che Melani ha fatto non è comunque giustificabile. È una questione di rispetto nei confronti degli altri consiglieri, dei cittadini e degli elettori: come membri del consiglio non siamo lì a scherzare. Credo che Giuliano Melani abbia capito che ha sbagliato. Mi auguro che comportamenti del genere non si ripetano più in consiglio comunale. È evidente che non tollererò altri episodi come questo».
Come già assicurato mercoledì sera durante l’assemblea, Giacomelli ribadisce il proprio impegno per fare in modo che l’orario di funzionamento dell’aria condizionata in futuro possa essere prolungato se nell’aula è in corso una seduta.
Ad intervenire sull’episodio è anche il sindaco Marco Mazzanti: «Al di là del funzionamento o meno dell’aria condizionata – sottolinea il primo cittadino – in un luogo istituzionale è necessario mantenere un comportamento adeguato. Nell’aula consiliare non è possibile comportarsi come in un prato. È necessario mostrare rispetto per gli altri. Il presidente del consiglio Giacomelli ha fatto bene a richiamare subito Melani». –
Tommaso Artioli
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