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Il Tar sdogana la commessa contestata A Hitachi i 135 nuovi treni diesel delle Fs

Fabio Calamati
Il Tar sdogana la commessa contestata A Hitachi i 135 nuovi treni diesel delle Fs

La gara vale oltre un miliardo e mezzo ma i secondi arrivati, gli svizzeri di Stadler, sollevano dubbi sulla validità

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PISTOIA. Alla fine il tribunale amministrativo regionale di Roma ci ha messo il suo timbro: la gara indetta da Trenitalia il 15 maggio 2017 per la fornitura di 135 convogli a trazione diesel-elettri ca, e aggiudicata il 27 luglio 2018 a Hitachi Rail Ital - valore complessivo a base d’asta, 1 miliardo e 535 milioni) è perfettamente valida.

Respinte definitivamente, quindi, le pretese della società svizzera Stadler, che in quella gara si era piazzata alla fine seconda. In via Ciliegiole possono brindare: i nuovi convogli diesel/elettrici per i pendolari italiani saranno i Rock ad un solo piano, che proprio a Pistoia sono stati progettati e realizzati.

Come costume, Hitachi Rai non ha commentato la sentenza del tribunale amministrativo: la notizia del successo legale nello scontro con i concorrenti elvetici è stata infatti diffusa dallo studio legale Orrick, Herrington & Sutcliffe, che ha rappresentato gli interessi dell’azienda italo-nipponica (in particolare gli avvocati Riccardo Troiano e Alessandra Quattrini).

«La pronuncia – sottolinea lo studio legale – assume una notevole rilevanza perché ha delineato la normativa applicabile alla gara in questione e in generale alle gare indette da Trenitalia, in quanto ha qualificato Trenitalia come soggetto operante nei settori speciali, con conseguente applicazione alla stessa della disciplina prevista dal Codice dei contratti pubblici per tali settori anche in materia di procedure negoziate».

Al di là del linguaggio forense, l’importanza della notizia per Hitachi Rail Italy e in particolare per lo stabilimento di Pistoia è evidente: la conferma della commessa (che peraltro già nel gennaio scorso il Tar non aveva sospeso, come richiesto da Stadler) arricchisce il già ampio portafoglio ordini dell’azienda e porta lavoro sulle linee, per realizzare altri esemplari di un treno – il Rock, appunto – che si sta dimostrando un notevole successo commerciale.

Bisogna tener presente, infatti, che la gara per i treni diesel era il terzo ramo (il più piccolo) della maxi-gara da 5 miliardi lanciata nel 2015 da Trenitalia per il trasporto regionale. E Hitachi aveva già ottenuto la fetta più importante, cioè la commessa per 300 treni ad alta frequentazione, con il suo Rock. I 150 convogli a media frequentazione furono invece appannaggio dei francesi di Alstom, che presentarono il loro nuovo modello Pop.

Rimaneva, appunto, il terzo settore, quello dei treni diesel: qui la gara era stata più complessa. Furono 9 le imprese che presentarono offerte, entro il 5 luglio 2017. Tta queste, Trenitalia ne invitò 6 a presentare delle offerte formali, che furono valutate un anno dopo, il 5 luglio 2018. Risultò vincitrice Stadler, seguita da Hitachi Rail ad appena 2 punti di distanza. Staccati gli altri. Allora (e questa è la decisione che in particolare Stadler contestava) Trenitalia ha invitato primi e secondi a formulare un’offerta migliorativa al primo e al secondo arrivati. E dopo questo “rilancio”, Hitachi ha sorpassato i concorrenti svizzeri, raggiungendo un punteggio che sfiorava gli 80 punti. Il 27 luglio, quindi, la decisione finale: gara di appalto a Hitachi Rail Italy, per un valore (tenendo conto dei ribassi di gara) di 1 miliardo 230 milioni di euro.

Il Tar del Lazio, dopo aver esaminato la vicenda, i ricorsi e i controricorsi presentati dagli avvocati delle rispettive parti, l’8 maggio scorso (ma la sentenza è stata pubblicata soltanto pochi giorni fa) ha finalmente sancito il via libera a Hitachi. —

Fabio Calamati



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