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Disabili maltrattati, sfilano i testi dell’accusa

Disabili maltrattati, sfilano i testi dell’accusa

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pistoia. Davanti al giudice Alessandro Azzaroli sono sfilati ieri quattro testimoni dell’accusa nel processo che vede imputata un’operatrice della Fondazione Maic, che si prende cura di persone con gravi deficit e ritardi mentali. Martina Baroncelli è accusata di maltrattamenti nei confronti di quattro ospiti del centro Maic per fatti accaduti nel 2016. L’inchiesta ha preso le mosse dalla denuncia presentata alla squadra mobile della polizia da due tirocinanti che all’epoca lavoravano al centro Maic: dissero che l’operatrice usava metodi un po’ troppo bruschi per controllare i disabili che le erano affidati; spinte, strattonamenti, uso eccessivo di cinture di contenimento.

Ieri le due tirocinanti hanno ribadito le loro accuse davanti al giudice. Una in particolare ha affermato di aver visto l’imputata che prendeva un ospite della struttura per i capelli. Ha testimoniato anche una collega di Martina Baroncelli, che ha ricordato di aver espresso le sue perplessità coi vertici dell’associazione quando dovette assentarsi per un periodo di malattia. Secondo l’operatrice, Martina Baroncelli non ce la poteva fare da sola a tenere sotto controllo i disabili, specialmente quando uscivano all’esterno della struttura. Ha aggiunto che secondo lei la collega non era preparata perché andava subito nel panico e alzava la voce. È stata poi sentita anche una psicologa e l’udienza è durata più di tre ore. L’imputata è difesa da Cecilia Turco, mentre la parte civile è rappresentata da Samuel Stampigli e la Fondazione Maic da Vittorio Bologni. Il processo è stato aggiornato al 15 novembre. —

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