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sicurezza e polemiche 

Scuola chiusa a Capostrada, duro scontro sulla sede migliore per le cinque classi

Fabio Calamati
Scuola chiusa a Capostrada, duro scontro sulla sede migliore per le cinque classi

I familiari degli alunni coinvolti sono per spostare tutti gli alunni alla Galilei. Da dove però rispondono picche. Decisione il 27

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PISTOIA. Giovedì 27 giugno scatterà l’ora X per la sorte delle cinque classi della scuola elementare di Capostrada. Quel giorno il consiglio di istituto dell’istituto comprensivo Cino da Pistoia si riunirà per decidere dove saranno collocati gli alunni che il 12 giugno scorso hanno improvvisamente appreso che la loro scuola non era sicura e non avrebbe riaperto a settembre. Troppi i problemi sia al tetto sia alle fondazioni.

Sul tavolo del preside Paolo Biagioli, degli insegnanti e delle famiglie, ci sono due opzioni. La prima: tutte le cinque classi verranno alloggiate nella scuola elementare Galilei; la seconda: prima e seconda classe alla scuola elementare di Scornio, terza, quarta e quinta alla Galilei. La prima opzione – oltre ad essere sostenuta dalla direzione della scuola, è apprezzata dalle famiglie della elementare di Capostrada, visto che manterrebbe unito tutto il ciclo elementare. Sul fronte opposto, insegnanti e famiglie della Galilei, che temono una presenza troppo ingombrante delle cinque classi ospiti, con necessità di perdere laboratori e ritrovarsi in classi sovraffollate. E che quindi auspicano la separazione dei due cicli in due sedi scolastiche separate.

Temendo che fosse quest’ultima la proposta prevalente, lunedì sera un nutrito gruppo di insegnanti e genitori della Galilei hanno incontrato per due ore il sindaco. A loro Tomasi ha ripetuto quello che aveva detto poco prima in consiglio comunale: Palazzo di Giano è spettatore interessato della vicenda, ma del tutto neutrale sulle formule organizzative della scuola. L’unica esigenza è fare presto, perché al Comune spetta – questo sì – l’allestimento ottimale degli edifici, che cambia a seconda di quale soluzione dovesse essere scelta.

Intanto anche le famiglie della scuola di Capostrada hanno scritto una lunga nota pubblica per illustrare la loro posizione, decisamente contraria – come detto – alla soluzione “due più tre”. “È vergognoso – scrivono – che siano fatte riunioni senza la nostra presenza(insegnanti e genitori)ed altri decidano la vita dei nostri bambini. Noi vogliamo che la scuola che abbiamo scelto per i nostri figli resti unita. Vogliamo vedere le nostre cinque classi insieme in un ambiente sereno e confortevole,come è nostro diritto. Non scendiamo a nessun compromesso sulla divisione della scuola. A costo di togliere i nostri bambini per portarli in altre realtà. Il Comune deve assicurare un ambiente tutto per noi, il problema è suo e non nostro”.

La lettera attacca anche il preside Biagioli. “Nonostante alla riunione del 12 giugno abbia garantito che tutte le classi sarebbero state nel plesso del Belvedere (cioè alla elementare Galilei, ndr) – si legge – ha disatteso queste promesse con un atteggiamento politicamente scorretto, rimettendo la decisione al Consiglio d'Istituto, dove siamo la minoranza. Le Galilei ci considerano come una scuola da loro inglobata, niente di più falso. Noi saremo temporaneamente al Belvedere in attesa della ricostruzione della scuola di Capostrada. Non c'entriamo niente con le Galilei e non vogliamo che loro decidano per noi. Anche assessore e sindaco hanno garantito di metterci tutti insieme”.

E i presunti disagi cher nascerebbero dalla coabitazione forzata? “I bimbi delle Galilei – conclude la nota dei genitori della scuola di Capostrada – non perdono niente perché i laboratori, dove ricavano 2 classi per noi, saranno spostati in altra area. Le altre 3 classi saranno fatte nella vecchia segreteria”. —

Fabio Calamati

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