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Pericolosa, stretta, rovinata la Lucchese è una via crucis

Fabio Calamati
Pericolosa, stretta, rovinata la Lucchese è una via crucis

Anche dove la carreggiata si riduce, c’è chi parcheggia in divieto di sosta I marciapiedi non ci sono e per i pedoni la vita è particolarmente difficile

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PISTOIA. Pontelungo come la vicina Spazzavento, come Bottegone, come Sperone, come Pontenuovo, Santomato, il Nespolo, Chiazzano. Cambia di volta in volta la strada, ma in tutti i casi si tratta di centri nati attorno al traffico di una via di accesso o di uscita dalla città. E in quasi tutti i casi, chi abita in questi centri periferici ha generalmente lo stesso problema in testa alla hit parade delle lamentele: il traffico.

E non fa eccezione alla regola chi abita a Pontelungo, la striscia di abitazioni che si stende di là dall’Ombrone in direzione di Serravalle. Logico quindi che il Caffè Tirreno, dedicato ieri appunto a Pontelungo, dedichi un giusto spazio proprio a questo tema.

Se ne fa interprete Tommaso Cai, da due anni abitante in via dei Bargi. «E da due anni a questa parte – dice – non ho mai visto tagliare l’erba lungo la Provinciale Lucchese, in particolare dove la variante torna ad unirsi alla “vecchia” Lucchese. E quello è un punto dove l’erba alta impedisce di vedere bene i mezzi che arrivano al di là dell’incrocio. È un problema di sicurezza».

Spesso a Pontelungo i pedoni fanno una vita pericolosa. Cai (e anche altri residenti, per la verità) segnalano anche la situazione della strozzatura a imbuto in cui la solita via Provinciale Lucchese si infila appena entrati nell’abitato (se si viene da Pistoia). «Non ci sono marciapiedi – continua Cai – e il poco spazio a disposizione è ulteriormente limitato dal parcheggio selvaggio delle auto, che vengono lasciate sistematicamente in divieto di sosta, anche davanti ai negozi. Io, che ho un figlio piccolo, ci passo con molte difficoltà. Lì ci vorrebbero almeno delle barriere per proteggere i pedoni ed impedire alle auto di essere parcheggiate. I negozianti, probabilmente, non sarebbero molto contenti, ma almeno ci sarebbe più sicurezza».

«Il problema – interviene Vasco Mariotti – è la maleducazione della gente, soprattutto dei giovani. Se non si cambia quella, non cambia niente. Non sono per dare tutte le colpe ai giovani, sia chiaro: se si comportano così, è perché i genitori sono come sono».

Al di là delle considerazioni generazionali, il problema della scarsa sicurezza della Provinciale Lucchese all’ingresso di Pontelungo non è nato certo ieri. Carreggiate strette, marciapiedi che praticamente non esistono, asfalto pieno di buche: più che una strada, si tratta di una via crucis.

Tommaso Cai finisce l’elenco dei problemi in materia di circolazione con un altro classico delle periferie pistoiesi: il fenomeno dei mezzi pesanti, quasi sempre Tir stranieri diretti ad aziende vivaistiche, che – guidati dai loro navigatori di bordo – finiscono spesso con l’incastrarsi nelle strette viuzze interne, come in via don Milani. «Ho già segnalato diverse volte questo problema ai vigili urbani, ma senza alcun risultato – commenta Cai – penso che basterebbe piazzare un divieto di accesso all’imbocco di via don Milani per evitare questi problemi. Non che siano grandi emergenze, però...».

Caffè Tirreno nasce anche per questo: segnalare problemi che con un piccolo sforzo si possono risolvere. E allora la preghiera è che qualcuno, in Comune, prenda nota. Noi torneremo ad occuparcene. —

Fabio Calamati

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