Il Tirreno

Pistoia

Il verde per tutti: Pontelungo vuole un giardino più accessibile

Martina Trivigno
Il verde per tutti: Pontelungo vuole un giardino più accessibile

Lo spazio verde intitolato a De André è molto frequentato ma l’unico passaggio per disabili è spesso ostruito da auto

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PISTOIA. Il giardino della musica "Fabrizio De André" è uno di quei luoghi in cui gli abitanti di Pontelungo si rifugiano volentieri. Una superficie di oltre 16mila metri quadri che i residenti - e pure qualche visitatore - hanno imparato ad apprezzare. Soprattutto la sera d'estate, quando la calura estiva allenta un po' la sua morsa.

Ma in diversi, durante la tappa di Caffè Tirreno al Circolo Arci di Pontelungo, hanno segnalato come accedere al giardino sia abbastanza complesso. Soprattutto per chi si muove a bordo di una sedia a rotelle o magari cammina con l'ausilio di un bastone o delle stampelle.

Come racconta Roberto Sàssoli, la cui madre ha 87 anni ed è inferma da anni. Ma non rinuncia alla sua uscita serale con l'inseparabile sorella Paola Baldi. È lei che, con grande fatica, quasi ogni sera, l'accompagna al giardino della musica. «Un ingresso per i disabili c'è, vicino al fontanello dell'acqua - spiega Baldi - peccato che manchi del tutto una segnaletica che lo indichi. Ogni volta che arriviamo davanti all'ingresso, infatti, troviamo sempre due auto che ostruiscono il passaggio. Questo significare durare una gran fatica, soprattutto per una donna della mia età».

Ed è quello che accade anche a Silvia Bellandi che ogni volta è costretta a fare la stessa trafila con la madre (anche lei costretta su una sedia a rotelle), Rosita Nesi di 70 anni. «Credo che sia arrivato il momento di affrontare il problema, una volta per tutte - sottolinea Bellandi - Si parla di tanto di abbattimento delle barriere architettoniche: ma è possibile durare tutta questa fatica per accompagnare mia madre ai giardini? Che qualcuno - chi di dovere - prenda dei provvedimenti. Al più presto».

E c'è chi ci aveva pure provato a far sentire la propria voce in Comune, come precisa Paola Baldi. «Quello intitolato a Fabrizio De André - aggiunge - è il giardino di chi non ha un giardino. Un luogo di aggregazione dove in tanti ci diamo appuntamento, la sera. Di fronte alle difficoltà che diverse persone hanno purtroppo riscontrato, ho deciso di farmi portavoce delle istanze dei miei concittadini e sono andata in Comune. Ma qui, oltre a non ottenere risposte, è iniziato il rimpallo delle competenze tra i diversi uffici». Baldi, alla fine, ha desistito. Ma ha pensato comunque di affidare la sua denuncia al “Tirreno”. Manca una rampa d'accesso per disabili e per persone con problemi di deambulazione.

Ma - secondo il racconto di un'altra cittadina, Stefania Francesconi - ci sarebbe anche un'altra questione: quella delle fronde degli alberi del giardino troppo "pesanti". «Le piante hanno bisogno di una potatura - aggiunge - soprattutto quando piove, i rami rischiano di cedere sotto il peso dell'acqua. Mentre noi, magari, siamo seduti su di una panchina a prendere il fresco».

E sempre quando piove, stando al racconto dei residenti, si formerebbero anche delle pozzanghere. «Profonde anche cinque centimetri - precisa Sàssoli - proprio sotto le altalene dove giocano i bambini. In alcune zone, e non solo in prossimità dei giochi, il terreno è dissestato e si formano, in più punti, diverse pozze».

L'invito corale dei residenti di Pontelungo, insomma, è uno solo e viaggia in un'unica direzione: quella di una maggior cura - e anche manutenzione - di quello che per loro il giardino della musica rappresenta. Un luogo all'aria aperta, immerso nel verde. Ma soprattutto un posto in cui incontrarsi, aggregarsi e socializzare. Un po' come un tempo avveniva nei piccoli centri abitati. E una tradizione che, con il passare del tempo, si sta sempre più perdendo. E, proprio per questo, vale la pena che venga preservata. —

Martina Trivigno

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