Gioco
Furti, anziani nel mirino del finto carabiniere
Coppia di ladri in azione sulla Piana tra Pistoia e Prato: a fianco di un falso tecnico di Publiacqua ecco il complice in divisa
PIstoiA. Il primo si presenta alla porta come tecnico di Publiacqua. Deve effettuare delle verifiche, dice: «C’è una rottura nelle tubazioni dell’acquedotto e l’acqua potabile può essere inquinata del mercurio». E chiede di entrare per controllare. Poi arriva il secondo, vestito da capo a piedi da carabiniere, cappello compreso. Un duplice ruolo il suo: convincere, forte della divisa indossata, l’eventuale vittima sospettosa ad aprire la porta; oppure, nel caso il complice sia già stato allontanato, entrare lui in casa con la scusa di raccogliere la denuncia e portare a termine il piano.
Insomma, anziani di nuovo nel mirino dei truffatori nella giornata di ieri. Un allarme rimbalzato sui gruppi Facebook tra Pistoia e Prato. Non una tecnica nuova quella dell’acqua inquinata: l’obiettivo dei truffatori è quello di convincere le vittime più ingenue a mettere al sicuro nel congelatore gioielli e denaro, che verrebbero altrimenti irrimediabilmente danneggiati se esposti non solo all’acqua contaminata ma anche ai vapori della sostanza utilizzata per le verifiche; per poi, approfittando della minima distrazione, prelevare il malloppo dal frigorifero e dileguarsi.
Ieri però la novità è stata la presenza del finto carabinieri al fianco del finto tecnico. La coppia un colpo l’ha tentato verso le 11 a Cantagrillo, ai danni di una donna di 85 anni. Che, nonostante l’età, per i due è risultata essere un osso troppo duro. È stato il nipote, che abita di fronte, a raccontare l’accaduto. Prima su Facebook, sul gruppo “Sei di Casalguidi se...”, per mettere in guardia i suoi compaesani, e poi telefonando al Tirreno.
«Intorno alle 11, è arrivato il primo uomo – spiega Andrea Baccini – Si è presentato come tecnico di Publiacqua. Voleva entrare per controllare se ci fosse il mercurio nell’acqua. Ma la nonna, che è ancora molto arzilla, ha capito che si trattava di una truffa e non ha aperto. Ma lui ha suonato di nuovo. “Signora guardi che c’è qui anche il carabiniere...”. Io l’ho visto dalla mia camera da letto perché abito di fronte. Conosco le divise dei carabinieri e quella era identica. La nonna però non ha aperto nemmeno a lui e loro se ne sono andati. Io ho subito avvertito il maresciallo della Stazione, il vicesindaco e la questura».
«Per fortuna mia nonna è ancora sveglia, ma ad altri è andata peggio» conclude Andrea, riferendosi ad un altro post, pubblicato poco dopo sul gruppo “Sei di Prato se...”, dalla familiare di un’anziana a cui gli stessi due truffatori erano da poco riusciti a rubare tutti i gioielli.
«Un signore sulla quarantina – ha spiegato – le ha suonato alla porta… doveva controllare l’acqua, poiché c’era stata la rottura di un tubo e si era inquinata l’acqua potabile col mercurio. È entrato in casa ed è andato ad aprire le cannelle. Al contempo le ha suonato alla porta un altro uomo in divisa che le ha detto la stessa cosa sull’inquinamento. Lei vedendo la divisa si è fidata e l’ha fatto entrare... Al che le hanno consigliato di prelevare tutti gli oggetti preziosi e il denaro e di metterli in un sacchetto in frigo per salvarlo dall’azione corrosiva di questa sostanza...».
E solo dopo che i due se ne sono andati l’anziana donna ha scoperto che tutti i suoi averi erano spariti. —
Massimo Donati
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