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Lite sull’Ici, la Cassazione dà torto al Comune

Tommaso Artioli

Il lungo contenzioso con un imprenditore agricolo finisce con il riconoscimento delle agevolazioni al contribuente

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QUARRATA. Il Comune non vuole riconoscere le agevolazioni Ici sui terreni, ma perde anche in Cassazione. È andata avanti per anni la vicenda che ha visto contrapposti a suon di carte bollate il Comune di Quarrata e Luca Niccolai, imprenditore agricolo titolare di una società del settore e proprietario di alcuni terreni coltivati a Quarrata. Al centro dello scontro gli importi Ici (l’allora Imposta comunale sugli immobili) che il contribuente avrebbe dovuto versare per gli anni 2008, 2009, 2010 e 2011. Se, da una parte, Niccolai, per quanto riguarda il pagamento dell’imposta sui propri terreni, riteneva di avere diritto alle agevolazioni previste per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali, il Comune, dall’altra, sosteneva che in quel caso non si sarebbe dovuto applicare lo “sconto”. Così, dopo l’accertamento Ici impugnato dallo stesso Niccolai, ha avuto inizio l’iter che si è concluso con la sentenza della Cassazione dello scorso aprile, con cui i giudici hanno rigettato il ricorso promosso dall’amministrazione di Quarrata e condannato il Comune a pagare le spese di lite al contribuente. Un pronunciamento giunto dopo quelli già emessi negli anni precedenti, prima dalla Commissione tributaria provinciale di Pistoia (aprile 2015) e, successivamente, della Commissione tributaria regionale (febbraio 2016). L’importo che il Comune aveva contestato per le quattro annualità di Ici (dal 2008 al 2011 comprese) è di circa 4.600 euro (comprensivi di interessi e sanzioni). In tutto, qualcosa come 2.000 euro in più sui quattro anni di imposta rispetto a quanto, invece, il contribuente riteneva di dover pagare (ed ha effettivamente pagato) in virtù delle agevolazioni rivendicate. Un ulteriore atto in questa vicenda si svolgerà giovedì (20 giugno) nel consiglio comunale di Quarrata: all’ordine del giorno c’è, infatti, il voto per il riconoscimento del debito fuori bilancio, 1. 796 euro, relativo alle spese giudiziarie che il Comune deve pagare alla controparte. Spese che si sommano a quelle che l’ente ha sostenuto negli anni scorsi per il proprio legale. Ad annunciare voto contrario sul riconoscimento del debito fuori bilancio, attaccando l’amministrazione comunale per come ha gestito la situazione, sono i consiglieri di opposizione Fiorello Gori (Gruppo misto) e Gianni Nocera (Movimento 5 Stelle).

«In questa storia – sottolinea Gori – è evidente l’accanimento del Comune contro le agevolazioni che spettavano alla categoria dei coltivatori e degli imprenditori agricoli professionali. Dopo aver perso di fronte alla Commissione tributaria provinciale l’amministrazione si doveva fermare. Non si continua all’infinito un contenzioso con i soldi pubblici».

Sulla stessa linea il commento di Nocera. «Dopo due ricorsi persi di fronte alla Commissione tributaria – osserva l’esponente del Movimento 5 Stelle – un comune non può impuntarsi per poi perdere nuovamente. Questo è già il secondo debito fuori bilancio che ci troviamo a discutere a causa dell’eccessiva litigiosità dell’amministrazione». –

Tommaso Artioli

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