Gioco
Ambiente, il vescovo di Pistoia chiama a raccolta i vivaisti
«Lo sviluppo sostenibile del nostro territorio è l’unica strada per avere cura della comunità e di ciò che Dio ci ha donato e che dobbiamo salvaguardare»
PISTOIA. «Lo sviluppo sostenibile del nostro territorio è l’unica strada possibile per avere cura della comunità e di tutto ciò che Dio ci ha donato e che dobbiamo salvaguardare. Sarebbe bello se Pistoia, attraverso il verde e il vivaismo, si facesse portavoce nel mondo della tutela dell’ambiente». Il vescovo Fausto Tardelli, venerdì 14 giugno a Villa Rospigliosi, ha chiamato a raccolta – per la prima volta – il mondo del vivaismo pistoiese. L’obiettivo? Aprire un dialogo con gli imprenditori del verde e richiamare l’attenzione sulla questione ambientale e la tutela della “casa comune”. Concetto contenuto nell’enciclica di Papa Francesco “Laudato si’, in cui il pontefice – riprendendo il Cantico delle creature di Francesco D’Assisi – chiama tutti a riflettere sui pericoli derivanti dall’inquinamento, il surriscaldamento globale, il consumo di acqua e di suolo, la scarsa cura del bene comune.
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Un incontro voluto da monsignor Tardelli non per giudicare l’operato del settore, «ma per aprire un confronto sui valori fondamentali dello sviluppo di una comunità» che, per Pistoia, passano anche, e soprattutto, attraverso il vivaismo e il suo indotto fatto di migliaia di posti di lavoro. Davanti al vescovo, accompagnato dal vicedirettore della pastorale sociale Edoardo Baroncelli, la rappresentanza di imprenditori del verde ha colto l’occasione – non senza nascondere un po’ di sorpresa, visto che si trattava del primo incontro ufficiale con monsignor Tardelli – per prendere la parola e raccontare l’operato portato avanti dal settore.
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Il primo a intervenire è Vannino Vannucci che pone l’accento sugli investimenti in formazione, innovazione, risparmio idrico e sviluppo del biologico che il settore, da anni, sta portando avanti nell’interesse di tutta la comunità pistoiese «per contribuire, anche attraverso il dialogo con la città, a migliorare il settore, nel rispetto dell’ambiente».
«Il nostro lavoro – gli fa eco Francesco Mati, presidente del Distretto florovivaistico di Pistoia – rappresenta la soluzione a molte problematiche sulla qualità della vita, come puntare a sviluppare città dove il verde sia un elemento centrale. Da anni siamo accusati di avvelenare il territorio, e non posso negare che la nostra attività non sia impattante, ma con grande impegno e nell’interesse di tutti stiamo portando avanti un dialogo continuo con le istituzioni e la politica per trovare nuove soluzioni in grado di migliorare l’intero settore».
«Quello su cui dobbiamo lavorare – aggiunge Luca Magazzini, presidente dell’Associazione vivaisti italiani – è far capire alle persone che la nostra attività, nonostante le critiche, svolge un ruolo positivo per la comunità. Spesso, sulla questione dei fitofarmaci nella popolazione non c’è abbastanza consapevolezza. Esistono normative che, per esempio, ci impongono l’uso di determinate sostanze per contenere le malattie delle piante. E in pochi sanno che, da anni, chiediamo di poter usare sostanze del settore agroalimentare, certamente meno impattanti delle nostre. Anche per questo, con la Fondazione Pofferi, stiamo portando avanti un percorso di formazione nelle scuole sul tema del verde». –
Valentina Vettori
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