Il Tirreno

Pistoia

Presidio e striscioni al Centro sociale: 500 firme contro la chiusura

Francesco Albonetti
Uno degli striscioni davanti al centro sociale di Bonelle
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Uno degli striscioni davanti al centro sociale di Bonelle

Il comitato di Bonelle: «Il Comune ha ingigantito l’episodio della lite per non discutere i contenuti della petizione»

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PISTOIA. «Si cerca di ingigantire un piccolo episodio per non discutere i noccioli veri della questione, che sono quelli contenuti nella petizione firmata da 500 cittadini di Bonelle e consegnata in Comune». Non ci stanno quelli del Comitato Bonelle in difesa degli spazi comuni ad essere additati come i violenti che respingono a maleparole due dipendenti comunali e che non comprendono l’importanza di garantire un tetto ai bambini di una scuola.

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«Gli unici bastoni al Centro sociale L’Argine sono quelli di alcuni anziani che lo frequentano ed usano per camminare», dice Carlo Bonacchi in riferimento alla presunta minaccia di far ricorso ai bastoni che sarebbe stata rivolta alle due dipendenti comunali. Ieri all’Argine il comitato ha steso uno striscione e alcune bandiere («sono quelle della pace, perché noi siamo pacifici»), iniziando un presidio che vuole essere solo democratico. «Un presidio, non un picchetto o un’occupazione.

Stiamo qui organizzando qualche attività, ma senza respingere nessuno». Riguardo all’episodio di venerdì mattina, il comitato fa ancora notare come «la polizia è giunta subito dopo, gli agenti non sono nemmeno scesi dalla volante. A nessuno è stato chiesto di esibire documenti né, tantomeno, di fornire le generalità. Niente. Siamo curiosi di sapere che tipo di denuncia è stata fatta alle autorità competenti, nei confronti di chie per cosa».

Poi il comitato passa ai contenuti di quella che si preannuncia una battaglia calda di questo primo scorcio di estate. «Scegliere d’imperio di iniziare lo sgombero del centro sociale L’Argine (con una celerità impressionante) – scrive Simone Fragai – per trasferire le attività del Comune alla scuola materna la Coccinella (creando una scuola in un centro sociale e un centro sociale in una scuola) e decretandone di fatto, sempre d’imperio, lo spacchettamento delle stesse (gli anziani possono avere a disposizione i locali della nuova scuola quando non si svolge attività didattica) senza nemmeno minimamente considerare un confronto serio sulla questione e con una petizione in corso ci pare, quantomeno, forzato».

Il comitato concorda che i toni devono essere abbassati: «Vogliamo che si cominci a parlare seriamente e nel merito di tutta questa questione, invece si continua a non rispondere sventolando generici “stiamo lavorando senza sosta per lasciare i bambini nel quartiere” o “garantire un tetto ai bambini”, mettendo in contrapposizione forzata anziani, adulti, genitori e bambini, quando il nostro intento è quello di garantire una sede adeguata sia agli uni che agli altri». «Notiamo che il metodo è antico – conclude Fragai – Viene gonfiato ad arte un episodio che non c’entra proprio nulla con la petizione, un’iniziativa bella e sana di partecipazione democratica, per delegittimarla agli occhi della città. E non si risponde nel merito alle domande che da oggi, con 500 firme depositate, non sono il frutto di pochi facinorosi ma dell’intera comunità di Bonelle».

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di Redazione web