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Pistoia

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Martellate alla moglie che lo chiamò cornuto Condannato a 9 anni

Paolo Nencioni
Martellate alla moglie che lo chiamò cornuto Condannato a 9 anni

Una perizia ha stabilito che il pensionato di 76 anni era capace di intendere quando si scagliò contro la donna

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quarrata. Giuseppe Giglietti era lucido quando prese a martellate in testa la moglie, rischiando di ucciderla. Per questo il Tribunale di Pistoia presieduto da Stefano Billet (a latere Alessandra Aiello e Raffaella Amoresano) lo ha condannato a 9 anni di reclusione per tentato omicidio.

La sentenza è stata letta ieri mattina e chiude, almeno in primo grado, una vicenda iniziata il 14 novembre di due anni fa, quando Giglietti, operaio tessile in pensione di 76 anni originario di Siena, colpì ripetutamente la moglie Vincenzina Russo, una donna di dieci anni più giovane originaria di Caserta, al culmine di una furiosa lite nella loro casa a Catena di Quarrata.

Interrogato dai carabinieri, Giglietti disse che non ci aveva visto più perché la moglie, e non sarebbe stata la prima volta, gli aveva dato del cornuto. Così era corso nella rimessa dove teneva gli attrezzi, aveva preso un martello, era tornato in casa e, approfittando del fatto che la moglie era seduta a tavola e gli dava le spalle, l’aveva colpita alla testa.

Tre i colpi ricevuti dalla donna, che però ebbe la fortuna di non perdere conoscenza e riuscì a rifugiarsi dai vicini, dove venne soccorsa da un’ambulanza in codice rosso. Nel frattempo il marito aveva capito di averla combinata grossa e telefonò alla figlia, che vive a Valenzatico, per dirle di venire a vedere che cosa era successo.

Una prima perizia nel corso del procedimento penale ha ritenuto Giuseppe Giglietti incapace di intendere al momento del fatto, ma una seconda perizia sollecitata dal pubblico ministero Claudio Curreli e dall’avvocato di parte civile Tommaso Magni ha stabilito che invece Giglietti sapeva che cosa stava facendo. L’avvocato difensore Teresa Carillo ha chiesto un’ulteriore perizia e che l’accusa venisse derubricata da tentato omicidio a lesioni personali, ma il Tribunale ha respinto la richiesta della perizia e ha condannato l’imputato a 9 anni di reclusione, disponendo anche un risarcimento provvisionale di 50.000 euro a favore della moglie. Giglietti si trova attualmente agli arresti domiciliari in una struttura sanitaria per problemi di salute. —

Paolo Nencioni

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