Il Tirreno

Pistoia

L’intervista 

Giunti: pesano gli errori commessi negli ultimi mesi

Fabio Calamati
Giunti: pesano gli errori commessi negli ultimi mesi

«Ma Benesperi è stato favorito anche dalla generica voglia di cambiare  che penalizza chi governa da tanto tempo. Ora opposizione sui fatti concreti» 

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AGLIANA. Comincia quasi cercando di mettere le mani avanti. «Non partecipo attivamente alla vita politica». Ma è questione di un attimo. Se si chiede a Marco Giunti, Pd, per 19 anni sindaco di Agliana, cosa ne pensa del ribaltone che in una notte ha portato il centrodestra a governare il Comune, le parole escono fuori di getto, come se fossero da tempo alla ricerca di un’occasione per comporsi in una analisi compiuta.

Allora, Giunti, cosa è successo ad Agliana?

«Le vicende degli ultimi mesi, la lista Mangoni che ha raccolto il 17 per cento, il mancato accordo con la lista civica Agliana in Comune che era stato alternativo cinque anni fa, sono tutti elementi che hanno pesato in modo negativo sul risultato finale. Sappiamo tutti, e io ho avuto occasione anche di dirlo in qualche riunione, che non vincendo al primo turno, al ballottaggio le forze politiche che governano da tanto – e ad Agliana noi governavamo da tanto – sono in genere sfavorite. È quello che è successo due anni fa anche a Pistoia. Era abbastanza difficile recuperare quei 550 voti di differenza che c’erano tra Benesperi e Vannuccini al primo turno».

Quindi secondo lei il candidato del centrodestra Benesperi è stato agevolato anche da una generica voglia di cambiare rispetto ai governi precedenti?

«Penso di sì, ma questo è normale. E poi non bisogna dimenticarsi che il mondo non finisce certo ad Agliana. È evidente che con sei seggi alla Lega e tre a Fratelli d’Italia, mentre Forza Italia ha un solo seggio, il gruppo di maggioranza sia guidato dalla destra destra. Questo è il frutto di un clima nazionale. Del resto lo stesso avvenne cinque anni fa, con il successo al primo turno di Mangoni che si giovò dell’onda renziana alle Europee del 2014. La composizione del gruppo di maggioranza, da sola, spiega molte cose. E in democrazia, al di la di condividere o non condividere certe posizioni, il cambiamento è una cosa fisiologica».

Ma lei come lo vive questo passaggio storico per Agliana?

«Ovviamente mi dispiace molto, sono vecchio e legato a un certo modo di pensare la politica... Il Comune di Agliana poi è una istituzione a cui voglio molto bene».

Il Pd e tutto il centrosinistra ora si deve preparare a un quinquennio di opposizione. Come dovrà essere fatta per diventare il viatico di una possibile rivincita?

«Secondo me l’opposizione va fatta sui problemi, sulle cose. L’opposizione ideologica serve a poco, serve lavorare sulle singole questioni, secondo me. Poi il gruppo di ragazzi che si è impegnato insieme a Vannuccini è valido, credo sapranno ritrovare la giusta misura per saper fare una opposizione che è nelle regole della democrazia».

Magari giocando anche su quel forte sbilanciamento a destra del gruppo consiliare. Del resto lo stesso Benesperi sembra essere consapevole, dal momento che enfatizza sempre il suo essere un moderato.

«A livello locale bisogna vedere se le singole persone non sono per caso meno intolleranti dell’ideologia cuifanno riferimento. Anche a me devo dire che Benesperi ha fatto una buona impressione quando dopo il primo turno ringraziò tutti i competitori per la loro correttezza ed esppresse stima per Vannuccini. E oggi, nei Comuni, conta molto il sindaco e il suo indirizzo». —

Fabio Calamati

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