Gioco
A Spazzavento famiglie nei guai per la fognatura senza responsabili
L’impianto si guasta spesso, problemi in case e giardini Publiacqua interviene. «Ma dicono che spetta al Comune»
PISTOIA. La storia va avanti da anni, sempre uguale. La fogna si intasa e smette di funzionare. Allarme e cattivi odori nelle case, straripamenti di liquami nei giardini. I cittadini della zona – siamo a Spazzavento, lungo la Provinciale Lucchese – si attaccano al telefono e chiamano Publiacqua. E l’azienda interviene, ripristinando il funzionamento della fogna, ma spiegando che quel compito non le spetterebbe, perché quella particolare fogna non è di sua competenza, ma del Comune. Ma in Comune sostengono la tesi opposta: macché noi, quella è roba di Publiacqua. Un ping pong di responsabilità cui i cittadini di Spazzavento sono ormai abituati. Così le cose rimangono come sono e si va avanti... fino al prossimo guasto.
Una situazione paradossale, quella che vivono decine e decine di famiglie di Spazzavento, quelle che vivono tra i numeri civici da 185 a 327 della via Lucchese e nel primo tratto di via del Gabbiano. Una situazione di cui si è parlato anche in consiglio comunale, grazie ad una interpellanza del consigliere comunale Pd Alvaro Alberti. Che nel presentarla, ha sottolineato tutta la pesantezza dei disagi che vivono queste famiglie. Sia perché la fognatura, collegata al depuratore di Bargi, è evidentemente nata male e si intasa spesso. Sia perché non si capisce chi deve intervenire: il Comune, come dicono a Publiacqua, o Publiacqua, come dicono in Comune?
Un po’ di chiarezza è arrivata dalla risposta dell’assessore ai lavori pubblici Alessio Bartolomei all’interrogazione di Alberti. La fognatura fu realizzata dall’Asp (l’allora azienda di servizi del Comune)a metà degli anni Novanta. Siccome si trovava in terreni privati, venne attivata la procedura per creare una servitù di passo (non un esproprio vero e proprio). Il 29 novembre 1995 un decreto comunale stabilì l’entità esatta della servitù da corrispondere ai proprietari interessati, dando loro un mese di tempo per accertarla. In caso di silenzio, la somma doveva ritenersi rifiutata. «Il problema – ha spiegato Bartolomei – è tutto qui, che in realtà nessuno di quei proprietari allora rispose e l’avvio delle procedure per la costituzione di servitù non si è mai perfezionato». Nel marzo 1998 il Comune ordinò ai cittadini di allacciare le loro case alla nuova fognatura, cosa che tutti fecero regolarmente. E di lì cominciarono i problemi, perché nel corso degli anni la fognatura non ha mai funzionato correttamente.
«In questi anni – spiega Luca Secci – non abbiamo mai speso soldi di tasca nostra, ma ci siamo presi delle grandi arrabbiature perché Publiacqua e il Comune si rimpallano le responsabilità». Altri residenti fanno presente che la fognatura è stata realizzata dall’Asp e che fu il Comune ad obbligare tutti ad allacciarsi: per cui loro di fognatura privata non vogliono sentir parlare.
Però, documenti alla mano, le tubazioni corrono interamente su terreni privati: non sono mai stati fatti espropri né costituite servitù di alcun tipo: come fa Publiacqua a intervenire? Bartolomei ha spiegato di aver partecipato ad una riunione all’Autorità idrica toascana, alla quale è stata sottoposta l’inticata matassa. «L’Autorità – ha detto l’assessore – ci ha fatto presente la necessità di approfondire meglio la questione... Quindi in buona sostanza ad oggi la vicenda è pendente». Può darsi tuttavia che si arrivi ad una soluzione di compromesso: Publiacqua si occuperà della fogna, ma i proprietari dei terreni dovranno realizzare degli accessi che gli uomini della spa possano utilizzare per intervenire.
Soluzione che Alberti, in replica, ha giudicato «anomala e tortuosa»: a suo parere non devono essere i cittadini a farsi carico della soluzione di questo rebus burocratico. —
Fabio Calamati
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