Gioco
Il giardino non più segreto che ci immerge nella storia
I proprietari hanno deciso di aprire il Parco Puccini-Bonacchi ai pistoiesi È possibile seguire percorsi che s’intrecciano: storico, artistico e scientifico
PISTOIA. Il sole fa capolino tra le fronde secolari che quasi si baciano, formando una naturale passerella che accoglie il visitatore senza disturbarlo. Di qua e di là ampi prati verdi, liberi di donarsi nella loro autentica bellezza, senza bisogno di orpelli, siepi e divisori come l’ideale romantico imponeva, fino al piazzale antistante la fortezza. Sembra di essere in un altro mondo e non solo per l’atmosfera ottocentesca di un parco storico, ricco di statue e cippi per gli uomini illustri della storia d’Italia. In verità siamo a 10 minuti da Piazza Duomo, a pochi passi dal centro, nella parte “segreta” di quello che è uno dei parchi più conosciuti e amati dai pistoiesi ovvero il parco del Villon Puccini.
La fortezza, costruita in stile neogotico, era la tenuta di caccia che Niccolò Puccini voleva si affacciasse su quell’incantevole laghetto, che ha strizzato l’occhio a baci rubati di generazioni di pistoiesi. I campetti di calcio e basket, meta di storiche maratone sportive sotto il sole, sono a pochi passi. Ma, dal di là della recinzione, l’altro parco non si vede.
Ma ora il “giardino segreto”, il Parco Puccini-Bonacchi apre le porte per volere dei suoi giovani proprietari e offre a pistoiesi (e non) la possibilità (su richiesta) di fare un tuffo nella storia. Grazie ai percorsi storico, artistico e scientifico che si intrecciano nella parte privata, che è la più grande tra quelle sopravvissute allo smembramento dell’immenso ex parco Puccini, che il nobile patriota, filantropo Niccolò volle intorno al “villone” settecentesco di famiglia (oggi sede della scuola di musica).
«Abbiamo deciso che il parco possa essere fruibile a tutti entro certo limiti, perché pensiamo sia un vanto per la città – dice Raffaello Bonacchi – e perché ci permette di investire nella cura dei monumenti. Tutti gli introiti economici saranno reinvestiti nel parco».
L’imponente Pantheon che si affaccia sul prato dominato dalla statua a Dante Alighieri e suggerisce di continuare il percorso verso l’Emiciclo di Galileo, ha già ospitato diversi matrimoni ed eventi, ma il Parco Puccini–Bonacchi è aperto anche a visite guidate a gruppi e scolaresche.
Raffaello è medico, Luigi Bono studente universitario come Niccolò che dei fratelli (figli del compianto dottor Guglielmo Bonacchi) è il più conosciuto per i suoi trionfi in vasca con cui ha tinto spesso d’azzurro il cielo sopra Pistoia.
«Siamo cresciuti nell’arte e siamo abituati a rispettarla – dice Niccolò – a fare sacrifici per tenerla bene, infatti siamo diventati tutti esperti di giardinaggio (ride, nda). Ci ha portato a conoscere meglio la storia della città, perché ne facciamo parte».
Sono loro che ci suggeriscono i dettagli impossibili da cogliere al primo impatto. Dalla statua a Francesco Ferrucci ai merli ghibellini che cingono la fortezza come omaggio al Medioevo.
Mentre i busti di Pier Capponi e Filippo Strozzi, nel foyer della fortezza, sono il tributo ai fiorentini che si opponevano ai Medici che hanno conquistato invece gran parte della Toscana.
Camminando è impossibile non farsi prendere dal “gioco” di scovare e riconoscere le statue e i tempietti che sono disseminati in ogni dove anche se spesso lo sguardo si perde nel verde. Tra le tante varietà di piante e i fiori (con le rose e le camelie a far da padrone) che ricalcano quelle originarie di uno dei pochi giardini romantici italiani. –
Elisa Pacini
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
