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Martellate in testa alla moglie: il pm chiede 10 anni di carcere
La perizia disposta dal tribunale ha escluso l’infermità mentale dell’anziano ma l’avvocato difensore ribadisce: «Assoluzione per incapacità di intendere»
PISTOIA. Il consulente nominato dal tribunale non aveva avuto dubbi la scorsa udienza: perfettamente capace di intendere e di volere, sia attualmente che quando, il 14 novembre di due anni fa, aveva colpito a martellate in testa la moglie nella loro abitazione di Quarrata. Per questo, ieri mattina, il pubblico ministero Claudio Curreli ha ribadito la richiesta di condanna già avanzata prima che i giudici, per arrivare a una sentenza, decidessero di disporre una perizia d’ufficio. Dieci gli anni di reclusione chiesti dal pm per Giuseppe Giglietti, 78 anni, operaio tessile quarratino in pensione, alla sbarra con l’accusa di tentato omicidio. Con la convinzione che l’anziano imputato era consapevole di ciò che stava facendo quando, dopo l’ennesimo litigio, aveva aggredito alle spalle con un martello la moglie 68enne Vincenzina Russo, ricoverata poi in codice rosso all’ospedale San Jacopo.
Una tesi contestata dal difensore dell’imputato, l’avvocata Teresa Carillo, forte della perizia del proprio consulente di parte: assoluzione perché incapace di intendere e di volere e, in subordine, la derubricazione del reato da tentato omicidio in lesioni gravi, in quanto avrebbe desistito dalla sua azione violenta seppure la moglie fosse a terra indifesa. In caso di condanna per tentato omicidio, ha chiesto infine che all’imputato – anziano e malato – venga inflitto il minimo della pena.
Teatro dell’aggressione del 14 novembre 2017, attorno alle 13,30, il terratetto in cui viveva la coppia, al numero 19 di via San Michele, a Catena di Quarrata. Non era la prima volta che marito e moglie litigavano, ma fino a quel giorno il tutto si era limitato a delle urla. Nessun precedente di violenza, né di denunce. Interrogato tre giorni dopo dal magistrato, Giglietti avrebbe poi ammesso di aver agito in preda ad un impeto di rabbia, per gelosia: a suo dire non era riuscito a trattenersi dopo che la moglie, come spesso faceva, lo ha apostrofato chiamandolo cornuto; a quel punto era uscito in giardino, aveva preso un martello dalla rimessa, era tornato in cucina e, mentre la donna, seduta a tavola, gli dava le spalle, l’aveva colpita.
Vincenzina Russo, originaria della provincia di Caserta, era stata raggiunta da tre martellate alla testa. Non aveva mai perso conoscenza, era rimasta sempre lucida, tanto che, nonostante la gravità delle lesioni subite, era scappata via, per andare a chiedere aiuto ai vicini, in una casa che si affaccia sull’aia in comune.
Giuseppe Giglietti, originario della provincia di Siena, nonostante fosse in stato confusionale, si era reso subito conto della gravità di ciò che aveva fatto. E per questo aveva telefonato alla figlia, che abita a Valenzatico, per dirle di correre lì. L’anziano, sebbene sotto choc, aveva poi guidato i carabinieri fino alla rimessa dove aveva riposto, fra gli altri attrezzi, il martello con cui aveva colpito la moglie.
Giovedì prossimo, la sentenza. —
Massimo Donati
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