Gioco
Ex Banci, quella ciminiera simbolo di un recupero (per ora) naufragato
Una serie di fallimenti ha impedito di portare a termine la prevista costruzione di alloggi, negozi, parcheggi e parco
PISTOIA. Dall’alto dei suoi 54 metri di altezza, la ciminiera dell’ex distilleria Banci, in via Erbosa, domina tutta la parte sud di Pistoia. Sotto, si stende un’area in abbandono pressoché totale, un pezzo di città che somiglia al tetro scenario di un film sul dopobomba più che al sobborgo di un capoluogo di provincia. Scheletri di case non terminate, vecchi edifici industriali transennati, il grande piazzale invaso da rifiuti ed erbacce, l’asfalto della strada che sembra una striscia di cartone assalito dai topi. Il fatto è che tutti i proprietari sono in cattive acque dal punto di vista economico. Il principale, la società Edilcom srl, è in mano dal 2012 ad un commissario liquidatore e proprio alla fine di maggio è andata all’asta una buona parte dei suoi beni immobili. L’ex distilleria Banci era il “lotto 4 bis”, prezzo base un milione 9.651 euro. Ma nessuno si è fatto avanti, l’asta è andata deserta.
Ma come si è arrivati all’attuale desolazione? La storia recente dell’area in via Erbosa sud comincia il primo giugno 2007 a Villa Cappugi, quando la società proprietaria (allora si chiamava Sviluppo.Com) presentò un ambizioso progetto di recupero per l’ex distilleria di olii Banci, chiusa ormai da 25 anni. Uffici, 45 alloggi, negozi e una grande palestra disposti a semicerchio attorno alla ciminiera. Inoltre un parco, un centinaio di posti auto e anche una nuova strada per collegare via Erbosa con la parallela via Fiorentina. Nel maggio 2008, i lavori iniziano, affidati alla Biliotti Costruzioni di Firenze. Ma vanno avanti per poco. Il vento gelido della crisi edilizia aveva iniziato a soffiare forte e nel dicembre 2013 la Biliotti Costruzioni verrà dichiarata fallita. Due mesi prima si era aperto il concordato preventivo per la Edilcom. Va avanti un’altra impresa coinvolta nel recupero dell’ex Banci, la cooperativa pratese “L’Amicizia”, si prevede una ripresa dei lavori e una loro conclusione a dicembre 2013. Invece di lì a poco si ferma tutto di nuovo. E negli anni successivi, in sostanza, non cambia nulla.
E il Comune che posizione ha assunto in questa vicenda? In cambio del disco verde all’intervento di recupero dell’ex oleificio, aveva ottenuto degli impegni da parte delle aziende proprietarie: realizzare la strada, asfaltare via Erbosa, creare i parcheggi e il giardino. Ben poco di tutto questo è stato fatto. In casi del genere si può ricorrere alle fidejussioni, cioè le garanzie consegnate al Comune che quegli impegni sarebbero stati assolti. Ma anche le aziende che a loro volta avevano prestato garanzie alla Edilcom sono nel frattempo fallite. Per il momento, la scelta è quella di attendere, lasciando in vita la convenzione, in modo da farla valere anche nei confronti di chi, prima o poi, subentrerà agli attuali proprietari. Ma - par di capire – non sarà una cosa breve. Nel frattempo l’area ex Banci rimane l’angolo della desolazione. E meno male che almeno la ciminiera, dall’alto dei suoi 54 metri, continua a reggere. —
Fabio Calamati
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