Gioco
Fermata obbligata per il depuratore Publiacqua studia come limitare i danni
Durante lo stop al funzionamento i liquami non trattati finiranno direttamente nel torrente Brana
PISTOIA. L’ora X potrebbe scattare alla mezzanotte del 10 giugno, ma data ed ora sono ancora da confermare. Di certo, però, Publiacqua nei prossimi giorni sarà obbligata a fermare per alcune ore il depuratore principale di Pistoia, quello di via Toscana, lasciando che le acque non depurate finiscano così come sono nella Brana. Con gli immaginabili danni alla flora e alla fauna che un grosso sversamento, come questo, potrebbe provocare.. Lo stop al depuratore “Passavant” (dal nome della fabbrica costruttrice) è una scelta obbligata che i tecnici di Publiacqua devono fare per consentire il perfezionamento dei lavori di potenziamento dell’impianto. Lavori di cui il depuratore di via Toscana non può fare a meno: in funzione dall’inizio degli anni Ottanta, ha una capacità di smaltimento di cinquantamila abitanti equivalenti. Troppo pochi per le esigenze di Pistoia, che continua ad avere troppi scarichi fognari non incanalati e che per questo rappresenta a livello toscano una delle emergenze ambientali più gravi. Per situazioni come quella di Pistoia (e anche altre, per la verità) da anni la Regione rischia di subire una procedura di infrazione dall’Unione europea. E proprio per questo sono stati stanziati 120 milioni di euro nel 2014 per portare a termine dieci interventi chiave in questo campo.
Il più rilevante, manco a dirlo, è proprio il potenziamento del depuratore di Pistoia, 8 milioni di euro per portarne la capacità a 90.000 abitanti equivalenti. E renderlo capace di trattare i reflui dei nuovi tratti fognari realizzati da Publiacqua proprio allo scopo di ridurre al minimo gli scarichi fognari incontrollati.
I lavori avrebbero dovuto inizialmente concludersi nel 2018, poi all’inizio del 2019. In realtà hanno accumulato diversi ritardi e sono ancora in corso. E hanno a che fare, proprio adesso, con un bel problema. Perché il depuratore di via Toscana è di vecchio modello, non può essere spento solo in parte: l’unico modo per lavorarci è fermarlo del tutto.
La prima proposta contenuta nel progetto di Publiacqua ad Asl e Arpat (che stanno seguendo i lavori) era uno stop di diversi giorni, con conseguente sversamento continuo nella Brana di liquami non trattati. Asl e Arpat hanno chiesto a Publiacqua di lavorare su questo aspetto, cercando di ridurre al minimo il periodo di sversamento. Una proposta intermedia è stata quella di limitarsi a 48 ore, due giorni. Ma nel corso dell’ultimo incontro, a maggio, si sarebbe arrivati ad un periodo di sole 6 ore. In più, Publiacqua dovrebbe versare nella Brana enzimi speciali per ridurre il più possibile il decadimento dell’ossigeno disciolto e la formazione di alghe.
Nell’ultima proposta avanzata da Publiacqua c’è anche l’idea di svolgere i lavori durante la notte, a partire dalle 24, ore in cui il carico di liquami sulla rete fognaria è minore. Se, nonostante queste precauzioni, dovessero verificarsi delle morie di pesci, Publiacqua garantisce che si occuperà direttamente delle procedure di raccolta delle carcasse.
Ovviamente tutto questo non basta agli ambientalisti, che vogliono evitare danni alla fauna del torrente Brana. Di qui la proposta di Legambiente, di creare sbarramenti temporanei a monte e a valle del depuratore, per evitare che l’acqua inquinata possa uccidere un numero rilevante di pesci.
Spettatore interessato della vicenda è anche il Comune: il punto è stato fatto proprio nel corso dell’ultimo consiglio comunale, da parte del sindaco Alessandro Tomasi, che ha risposto ad una interpellanza della consigliera di Pistoia Spirito libero Tina Nuti. —
Fabio Calamati
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