Lutto
Vannuccini-Benesperi, duello tra due trentenni dai toni moderati
Luca Daddi
◗
I candidati Massimo Vannuccini e Luca BenesperiBallottaggio ad Agliana: tra gli elementi chiave della partita giocano un ruolo di primo piano la capacità di dialogo con i cittadini e le risposte in tema di sicurezza
3 MINUTI DI LETTURA
AGLIANA. Fino a domenica si giocano il tutto per tutto e il 9 giugno avrà per loro lo stesso significato della finale di Champions League per una squadra di calcio.
Ad Agliana il ballottaggio per la poltrona di sindaco è tra due trentenni: Massimo Vannuccini (centrosinistra) e Luca Benesperi (centrodestra). Il secondo parte in vantaggio sul primo che però ha la possibilità di un’alleanza con Agliana in Comune.
I giochi, dunque, sono aperti. Molto dipenderà dal rapporto che i due candidati hanno già costruito o riusciranno ad allacciare nei prossimi giorni con l’elettorato.
«Voglio parlare con i cittadini il più possibile», ha detto Vannuccini al “Tirreno” l’altro giorno in un’intervista che potete leggere sul nostro sito web. Sembra una frase fatta, eppure non è così. Rispetto a come è stata percepita la sinistra negli ultimi anni, a livello nazionale e locale, quella del candidato aglianese è una frase quasi... “rivoluzionaria”, a dispetto dei toni moderati dello stesso Vannuccini. Perché se c’è una ragione per cui anche elettori tradizionalmente di sinistra o appartenenti alle fasce meno abbienti della società hanno svoltato a destra, è perché il centrosinistra, in particolare il Pd, è parso sempre più distante dai bisogni reali della popolazione, dalle necessità concrete di ogni giorno. E allora, nel dire che vuol parlare il più possibile con i cittadini, Vannuccini ammette di sapere che il centrosinistra deve ripartire proprio dal dialogo e, soprattutto, dall’ascolto.
Quanto a Benesperi, che si presenta come liberale e moderato, c’è una sua frase nell’intervista rilasciata ieri al “Tirreno” (anche quella potete trovarla sul nostro sito Internet) che colpisce: «Non vogliamo fare macelleria sociale perché ormai la retorica che solo la sinistra sta dalla parte dei bisognosi è un po’ passata».
Niente di più vero, nel senso che se il Pd è diventato il partito della Ztl – un modo di dire che indica le zone più agiate delle città – è proprio perché ha perso radicamento tra le persone in difficoltà, convinte del fatto che è retorico (e falso) pensare al centrosinistra come unico difensore dei meno abbienti. Ancora Benesperi: «Però vogliamo riportare i doveri accanto ai diritti: saremo propensi ad aiutare chi ha bisogno, ma anche inflessibili nel verificare che abbia bisogno davvero».
Tra i temi del duello un peso importante lo avrà quello della sicurezza. Che si lega, volenti o nolenti, all’immigrazione. Dice Benesperi: «Non siamo per i muri: siamo per l’integrazione e l’accoglienza dove c’è il rispetto delle regole». Parole che confermano una posizione liberale e moderata, aliena dai toni più accesi di altri esponenti del centrodestra.
Per Vannuccini, il nodo sicurezza non si esaurisce nei controlli con le telecamere, ma deve legarsi a parole come riqualificazione e presidio. «Non bastano soluzioni repressive: occorre riqualificare gli spazi. Poi c’è il sociale che va messo al centro», dice puntando sul cavallo di battaglia che dovrebbe caratterizzare la sinistra.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
