Il Tirreno

Pistoia

Costretta a cambiare città e lavoro per sfuggire al suo stalker

Massimo Donati
Costretta a cambiare città e lavoro per sfuggire al suo stalker

Perseguitata dall’ex compagno si licenzia e torna dai genitori in Campania Il gip ha disposto per il 35enne pratese il divieto di avvicinamento e di contatto

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PISTOIA. Per tornare ad avere una propria vita, libera dalla paura, aveva dovuto abbandonare casa e lavoro. E tornare dai genitori, in Campania. Dove quell’uomo che era stato il suo compagno per tre anni non avrebbe più potuto tormentarla. O almeno questa era la sua speranza. Perché di fatto, anche se soltanto per telefono e con sms, lui ha continuato a perseguitarla. E a minacciarla: «So dove sei. Se voglio ti vengo a prendere». Adesso, visto che neppure i cinquecento chilometri di distanza dalla ex lo hanno dissuaso, ci ha pensato il gip del tribunale. Applicando al 35enne autotrasportatore pratese la misura cautelare del divieto di avvicinamento a meno di 500 metri alla sua vittima e ai luoghi da lei frequentati. Disponendo anche il divieto di contattarla, con qualunque mezzo. E se anche questo non fosse sufficiente, il prossimo passo potrebbero essere le manette.. Il calvario, per la trentenne commessa pistoiese (che abitava in un comune della Piana), era iniziato nel marzo 2018, quando, per caso, da alcuni messaggi sul cellulare, aveva scoperto che il suo convivente aveva una relazione con un’altra donna. Per toglierle di mano il telefono, lui l’aveva scaraventata a terra e presa ripetutamente a schiaffi, nonostante sapesse che fosse al terzo mese di gravidanza. Una lite violenta, al termine della quale l’uomo se n’era andato di casa e lei si era fatta accompagnare al pronto soccorso da un’amica (4 giorni di prognosi).

Davanti alla ferma decisione della compagna di troncare la relazione e di non fargli mettere più piede in casa, il 35enne camionista aveva dato il via alla persecuzione. Alternando momenti in cui cercava di riappacificarsi ad altri costellati di minacce, offese, appostamenti e pedinamenti. Con conseguenti ripetute denunce ai carabinieri da parte della donna. Sempre più spaventata. Soprattutto dopo quella notte in cui, tornata da una festa di compleanno, si era trovata l’ex fermo in piedi davanti a casa. Per fare la pipì aveva detto lui, per poi farle notare che le luci esterne erano spente e dirle che forse c’erano i ladri in casa... Insomma, una sceneggiata architettata staccando in precedenza il quadro elettrico, per convincere la ex a farlo entrare, ad accompagnarla dentro per la sua sicurezza. Per poi, una volta in casa, salire le scale e andare nel bagno e aprire di soppiatto la finestra, per far credere alla donna che i ladri c’erano stati davvero e che erano passati da lì. Ma senza accorgersi che lei lo aveva seguito. E smascherato. E la paura era stata talmente forte che era svenuta. Per poi risvegliarsi sul divano con l’uomo che stava approfittando di lei.

Da lì la decisione di tornare un po’ dai suoi in Campania: aveva paura a rimanere da sola in quella casa. Ma lui aveva continuato a tormentarla, tanto che, a causa della profonda ansia, era andata in depressione e aveva subito un aborto spontaneo. Poi il ritorno nel Pistoiese, sperando che tutto potesse tornare normale. Invano. Dopo un breve periodo di tregua, l’uomo, davanti ad una coppia di amici, le aveva devastato casa, sfondando alcune porte a calci e pugni. Quindi, la decisione di lasciare lavoro e casa e trasferirsi definitivamente dai genitori. 
 

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