Toscana
Bomba ecologica, servono 1,5 milioni per disinnescarla
Dopo la segnalazione del “Tirreno”, il Comune convoca Alia, Arpat e Ato. L’obiettivo è capire come procedere alla rimozione di tonnellate di rifiuti
PISTOIA. Per l’emergenza rifiuti nell’area del campo nomadi e dell’ospedale San Jacopo, segnalata mercoledì 22 maggio dal “Tirreno”, il Comune di Pistoia convoca Alia, Arpat e Ato Toscana Centro, l’autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. L’obiettivo è capire come poter procedere, in tempi stretti, alla rimozione delle tonnellate di conferimenti abusivi e, potenzialmente molto inquinanti, nell’area compresa tra il Brusigliano e le cappelle del commiato del San Jacopo. Una situazione diventata ormai insostenibile, sia dal punto di vista ambientale sia da quello della salute. Una vera e propria “bomba ecologica” , il cui innesco è ormai in moto da tempo e su cui sarà necessario intervenire con un piano diversificato a seconda della tipologia di rifiuti e della specifica modalità di smaltimento. Nella discarica abusiva, infatti, si trovano rifiuti di ogni genere: pneumatici, elettrodomestici, auto abbandonate, ma anche scarti tessili e decine di materassi, probabilmente abbandonati da aziende. . Tempi e costi di intervento, però, non sono ancora chiari. Alia ha già un progetto di massima, ma le direttive specifiche dovranno arrivare dall’Ato Toscana centro, anche perché le competenze – a seconda della zona – sono in capo a diversi soggetti. L’alveo del fiume è a carico del Consorzio, mentre sui terreni la competenza è di Alia.
Nel frattempo, anche la Prefettura – contattata direttamente dal Comune, dopo il sopralluogo congiunto di martedì da parte del sindaco Alessandro Tomasi e della Polizia municipale – si è attivata per la convocazione del “tavolo sovracomunale” sulla questione discarica. Un incontro, atteso entro la fine della prossima settimana, a cui saranno invitati tutti gli enti coinvolti nella questione della ripulitura e della bonifica, compresa la Regione Toscana.
Sulla “bomba ambientale” della discarica abusiva, comunque, interviene anche il presidente di Legambiente Pistoia Antonio Sessa, che da anni è impegnato nel monitoraggio e nella denuncia della situazione tra il Brusigliano e il campo nomadi. «Come Legambiente Pistoia – sottolinea Sessa – da oltre quindici anni siamo in prima linea sulla questione, cercando soluzioni condivise per svolgere la necessaria bonifica della zona, superando il rimpallo di responsabilità tra Comune, Regione e Consorzio. Proprio a questo proposito, lo scorso anno ci facemmo promotori di un tavolo di monitoraggio dell’area, intorno a cui si sedettero Arpat, Asl, Regione, Comune, Provincia, Alia, Genio civile e Alia, proprio per capire come intervenire. Facemmo due incontri, durante i quali emerse anche una cifra ipotetica per la bonifica, tra un milione e un milione e mezzo di euro. Dopo quegli incontri non ho più saputo niente».
Sessa, dunque, lancia un nuovo appello alla politica locale e regionale, per un intervento tempestivo e risolutivo. «Diversi ettari di terreno e gran parte del letto in cui scorre il Brusigliano – sottolinea il presidente di Legambiente – sono già molto compromessi. È necessario intervenire con la caratterizzazione dei rifiuti (individuazione della tipologia, nda) e poi procedere alla loro rimozione e alla bonifica dell’area, poiché è fondamentale tutelare sia la salute delle famiglie con i bambini che vivono al campo nomadi, più volte allagato a causa delle tracimazioni del fiume invaso dai rifiuti, sia dei cittadini che si recano all’ospedale». –
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