Il Tirreno

Pistoia

degrado vicino all’ospedale 

Bomba ecologica, servono 1,5 milioni per disinnescarla

Valentina Vettori
Bomba ecologica, servono 1,5 milioni per disinnescarla

Dopo la segnalazione del “Tirreno”, il Comune convoca Alia, Arpat e Ato.  L’obiettivo è capire come procedere alla rimozione di tonnellate di rifiuti 

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Per l’emergenza rifiuti nell’area del campo nomadi e dell’ospedale San Jacopo, segnalata mercoledì 22 maggio dal “Tirreno”, il Comune di Pistoia convoca Alia, Arpat e Ato Toscana Centro, l’autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. L’obiettivo è capire come poter procedere, in tempi stretti, alla rimozione delle tonnellate di conferimenti abusivi e, potenzialmente molto inquinanti, nell’area compresa tra il Brusigliano e le cappelle del commiato del San Jacopo. Una situazione diventata ormai insostenibile, sia dal punto di vista ambientale sia da quello della salute. Una vera e propria “bomba ecologica” , il cui innesco è ormai in moto da tempo e su cui sarà necessario intervenire con un piano diversificato a seconda della tipologia di rifiuti e della specifica modalità di smaltimento. Nella discarica abusiva, infatti, si trovano rifiuti di ogni genere: pneumatici, elettrodomestici, auto abbandonate, ma anche scarti tessili e decine di materassi, probabilmente abbandonati da aziende. . Tempi e costi di intervento, però, non sono ancora chiari. Alia ha già un progetto di massima, ma le direttive specifiche dovranno arrivare dall’Ato Toscana centro, anche perché le competenze – a seconda della zona – sono in capo a diversi soggetti. L’alveo del fiume è a carico del Consorzio, mentre sui terreni la competenza è di Alia.

Nel frattempo, anche la Prefettura – contattata direttamente dal Comune, dopo il sopralluogo congiunto di martedì da parte del sindaco Alessandro Tomasi e della Polizia municipale – si è attivata per la convocazione del “tavolo sovracomunale” sulla questione discarica. Un incontro, atteso entro la fine della prossima settimana, a cui saranno invitati tutti gli enti coinvolti nella questione della ripulitura e della bonifica, compresa la Regione Toscana.

Sulla “bomba ambientale” della discarica abusiva, comunque, interviene anche il presidente di Legambiente Pistoia Antonio Sessa, che da anni è impegnato nel monitoraggio e nella denuncia della situazione tra il Brusigliano e il campo nomadi. «Come Legambiente Pistoia – sottolinea Sessa – da oltre quindici anni siamo in prima linea sulla questione, cercando soluzioni condivise per svolgere la necessaria bonifica della zona, superando il rimpallo di responsabilità tra Comune, Regione e Consorzio. Proprio a questo proposito, lo scorso anno ci facemmo promotori di un tavolo di monitoraggio dell’area, intorno a cui si sedettero Arpat, Asl, Regione, Comune, Provincia, Alia, Genio civile e Alia, proprio per capire come intervenire. Facemmo due incontri, durante i quali emerse anche una cifra ipotetica per la bonifica, tra un milione e un milione e mezzo di euro. Dopo quegli incontri non ho più saputo niente».

Sessa, dunque, lancia un nuovo appello alla politica locale e regionale, per un intervento tempestivo e risolutivo. «Diversi ettari di terreno e gran parte del letto in cui scorre il Brusigliano – sottolinea il presidente di Legambiente – sono già molto compromessi. È necessario intervenire con la caratterizzazione dei rifiuti (individuazione della tipologia, nda) e poi procedere alla loro rimozione e alla bonifica dell’area, poiché è fondamentale tutelare sia la salute delle famiglie con i bambini che vivono al campo nomadi, più volte allagato a causa delle tracimazioni del fiume invaso dai rifiuti, sia dei cittadini che si recano all’ospedale». –


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore