Sicurezza
Bomba ecologica vicino all’ospedale di Pistoia
Controlli del Comune che invierà un esposto alla Procura. Il sindaco Tomasi scrive al prefetto: situazione d’emergenza
PISTOIA. Un tunnel impressionante di rifiuti di ogni genere. È desolante lo spettacolo che dalla strada di accesso alle cappelle del commiato dell’ospedale San Jacopo si apre difronte a chi percorre il tratto di boscaglia fino al campo nomadi e al Brusigliano, che domenica scorsa è tracimato proprio a causa dei rifiuti. Una situazione che, dal fine settimana del 18-19 maggio, ha coinvolto il personale di Alia e gli operai dei cantieri comunali, più volti intervenuti a ripulire. Elettrodomestici di ogni tipo, divani, tavoli, materassi, ferraglie, decine di pneumatici, una roulotte sfasciata e auto abbandonate.
La situazione a ridosso del campo nomadi, dove l’abbandono di rifiuti ingombranti e pericolosi dal punto di vista ambientale, è di emergenza totale. Tanto da spingere il sindaco Alessandro Tomasi, che mercoledì 21 maggio era sul posto per un sopralluogo, a richiedere un tavolo urgente in Prefettura, con l’obiettivo di trovare «l’aiuto e la collaborazione di più soggetti» per la risoluzione del problema. Poiché, come sottolinea il primo cittadino, in quell’area il problema dei conferimenti abusivi non si limita soltanto a privati cittadini, ma molto più probabilmente, visti gli scarichi di enormi dimensioni, anche ad «attività che illecitamente abbandonano grossi quantitativi di rifiuti». In particolare materassi e sacchi neri pieni di rifiuti tessili, come dimostrano i rilevamenti svolti dalla Polizia Municipale durante il sopralluogo di ieri mattina, insieme ad Alia. E i cui esiti – conferma il Comune di Pistoia – «saranno naturalmente trasmessi alla Procura della Repubblica».
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Una situazione, dunque, che dal punto di vista ambientale è ormai fuori controllo, nonostante i tentativi del Comune di Pistoia di arginare i conferimenti abusivi attraverso il posizionamento di quattro telecamere installate a ridosso delle cappelle del commiato dell’ospedale, come deterrente alle attività di scarico illecito. Telecamere che, però, poco dopo la loro installazione, sono state distrutte.
Stessa fine capitata alla barriera di accesso al ponticino di attraversamento del torrente Brusigliano, che è tornato a essere usato per riversare nel letto del corso d’acqua decine di rifiuti. Ammassi di ingombranti di ogni tipo che, durante le piogge intense di domenica scorsa, hanno determinato la tracimazione dell’acqua fino al campo nomadi, richiedendo l’intervento di un mezzo speciale di Alia per la rimozione dei rifiuti dal torrente.
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«È ormai evidente – sottolinea il sindaco Tomasi – che vi è una situazione che, sia sotto il profilo della sicurezza che sotto quello ambientale, è da fronteggiare in modo urgente, da parte di tutti gli enti coinvolti nella ripulitura dell’area, dalla Regione al Consorzio. Occorre poi accertare le responsabilità sugli scarichi continui nella zona».
E forse proprio il tavolo richiesto in Prefettura sarà il passo decisivo per trovare una soluzione. In ogni caso, il Comune – come spiega in una nota diffusa ieri – ha elaborato un piano di rimozione dei rifiuti della discarica abusiva, che chiama in causa anche Alia e la Regione Toscana. «Si tratta di un’opera complessa, che richiede un considerevole impegno di spesa su cui l’Amministrazione chiederà la collaborazione della Regione. Il progetto di rimozione dei rifiuti dovrà essere necessariamente accompagnato da ulteriori misure, come quella della delimitazione dell’area per evitare che, dopo aver lavorato su quella zona, si torni alle condizioni attuali».
Dunque, non solo la pulizia e la bonifica della zona, ma anche un piano che – una volta per tutte – impedisca il libero accesso alla strada e la possibilità di scaricare in modo illecito rifiuti di ogni genere. –
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