Toscana
Amianto, la burocrazia blocca le pensioni di centosettanta lavoratori della Hitachi
Presidio di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm davanti alla sede dell’Inps, giovedì 23 sciopero e corteo fino alla Prefettura di Pistoia
PISTOIA. C’è un male che mangia la vita e la salute di migliaia di lavoratori pistoiesi. Meno grave dell’amianto che ha mietuto vittime nel passato ma tanto infido e doloroso quanto lo è la mala-burocrazia. Martedì mattina davanti alla sede provinciale dell’Inps di viale Adua si è svolto un presidio organizzato da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm per richiamare l’attenzione sulla mancata certificazione pensionistica di lavoratori della Hitachi (ex Ansaldo Breda) che nel periodo 1987-1990 erano stati esposti all’amianto.
«Non abbiamo nulla da eccepire – osserva Paolo Mattii della Fiom Cgil – sul comportamento tenuto dall’Inps di Pistoia: il lavoro è stato svolto secondo la tempistica prevista. La sede centrale dell’Inps di Roma però sostiene che non può procedere perché deve ancora finire il monitoraggio delle domande presentate fino ad oggi. In Italia le domande presentate sono state 9700, a Pistoia i casi presi in esame sono 170. Si parla di persone che hanno già maturato i requisiti per andare in pensione. E bisogna anche tenere di conto – prosegue Mattii – che i 23 milioni sono già stati finanziati e sono sufficienti per le pratiche certificate». «I lavoratori del comporto ferroviario di Pistoia – prosegue Juri Citera della Fim Cisl – hanno pagato un prezzo altissimo: troppi morti per amianto. La lotta per il riconoscimento dei diritti maturati dai lavoratori era già partita a Pistoia nel 2014. Ora non resta che mettere fretta all’Ufficio pensionistico di Roma per giungere alla certificazione economica e alla liquidazione».
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«La burocrazia – rincarda Simona Gigetti della Uilm – non può essere un momento di blocco rispetto a quello che è la rivendicazione di un diritto. La legge c’è, i finanziamenti ci sono, le documentazioni sono tutte fatte, ogni posizione dei lavoratori ha l’accredito del periodo dell’esposizione: oggi manca solo la liquidazione per accedere alla pensione».
Il termine per ultimare il lavoro di monitoraggio, previsto in 60 giorni, è scaduto il 16 maggio. I sindacati hanno quindi deciso di chiedere un incontro ai parlamentari locali perché si facciano pressioni per sbloccare questa situazione che continua a angustiare i dipendenti Hitachi che hanno già lavorato per troppo tempo all’esposizione di fibre e polveri di amianto.
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Dopo il presidio di ieri domani si terrà uno sciopero con corteo che partirà alle 9, 40 davanti allo stabilimento per poi giungere davanti alla Prefettura dove una delegazione incontrerà il prefetto al quale manifesterà il disagio di questo impasse burocratico che, rimarca il sindacalista Citera, «riduce l’aspettativa di vita dei lavoratori esposti all’amianto rispetto agli altri». Il fronte della protesta per chiedere il riconoscimento delle pensioni è stato però incrinato dalla presa di posizione dell’Ugl Metalmeccanici che aveva inizialmente giudicato «inefficace» il presidio davanti all’Inps e «costringendo» quindi le altre sigle sindacali ad optare poi allo sciopero di giovedì 23 maggio (dalle 9 alle 12) col corteo. Unità, comunque, che domani si ricomporrà. –
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