Sicurezza
Colpì la moglie a martellate, la perizia: «Era consapevole»
Il perito del tribunale esclude che il 78enne ex operaio tessile fosse incapace di intendere e di volere quando aggredì la donna dopo una lite
PISTOIA. Nessun dubbio: perfettamente capace di intendere e di volere. Sia attualmente che quando, il 14 novembre di due anni fa, aveva colpito a martellate in testa la moglie nella loro abitazione di Quarrata. Almeno secondo lo psichiatra Nicolò Trevisan, che ieri mattina è stato chiamato ad illustrare, davanti al tribunale collegiale di Pistoia, la perizia condotta su Giuseppe Giglietti, 78 anni, operaio tessile quarratino in pensione, alla sbarra con l’accusa di tentato omicidio.. Una perizia disposta dallo stesso tribunale (quando già il pm aveva chiesto al termine della sua requisitoria una condanna a 10 anni di reclusione)per dissipare ogni dubbio sullo stato mentale in cui l’imputato si trovava quando, dopo l’ennesimo litigio, aveva aggredito alle spalle con un martello la moglie 68enne Vincenzina Russo, ricoverata poi in codice rosso all’ospedale San Jacopo.
E ieri mattina il consulente ha spiegato il perché il Giglietti non fosse affetto dal alcuna compromissione della capacità di intendere e di volere: «Sulla base di ciò che ha fatto nell’immediatezza dell’evento e di quello che ricorda» ha spiegato, citando la telefonata che aveva fatto alla figlia subito dopo aver preso a martellate in testa la moglie: “L’ho combinata grossa con la tu’ mamma. Corri qui a casa, forse l’ho ammazzata”. E poi il fatto di essere andato a riporre il martello nel capanno degli attrezzi, di essersi ricordato dove fosse e di averci portato i carabinieri: ulteriore indice della lucidità dell’imputato secondo il ctu.
Che ha escluso poi con la stessa decisione anche l’ipotesi del reato d’impeto: «Qui di impeto c’è poco. Dopo la lite va a prendere il martello, lo nasconde sotto la giacca, torna in casa, aspetta il momento giusto, va alle spalle della moglie, tira fuori il martello e la colpisce. Se durante la lite avesse perso le staffe, avesse afferrato dal tavolo una bottiglia e l’avesse colpita con quella sulla testa sarebbe stato impeto...».
Al termine della deposizione del consulente, i giudici hanno rinviato l’udienza al 6 giugno. Quando è prevista la sentenza.
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