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Depositi bancari cresciuti del 15% in quattro anni ma i redditi sono saliti soltanto della metà
Pistoia, ecco la classifica della ricchezza depositata in banca nei comuni della provincia: il record di Serravalle (+37%). Consulta la tabella in fondo a questa pagina
Quattro miliardi di euro depositati nelle banche della provincia di Pistoia. La cifra è di quelle che fanno girare la testa, ma i dati forniti dalla Banca d'Italia non lasciano spazio ai dubbi. L'ammontare del tesoro che famiglie e imprese del pistoiese non è l'unica indicazione che esce dalle statistiche fornite da Palazzo Koch. Altra nota di peso riguarda, infatti, la crescita dei soldi affidati agli istituti di credito.
L'ultima rilevazione si riferisce al 31 dicembre 2016. Ebbene, se confrontata con il dato relativo alla fine del 2012, si può vedere come in appena quattro anni ci sia stato un aumento di oltre il 15%. Dai 3 miliardi e 524 milioni di euro del 2012 si è passati, infatti, ai 4 miliardi e 61 milioni di euro del 2016. E questo boom è avvenuto nello stesso periodo in cui il livello dei redditi era sicuramente in ripresa, ma ad una velocità dimezzata. Stando ai numeri dell'Agenzia delle Entrate, il reddito medio pro capite in provincia tra il 2012 e il 2016 è passato da 17.654 a 18.955 euro, facendo segnare un rialzo del 7,3%. Che è solo una parte di quanto perso con lo scoppio della crisi economica e che soprattutto non riesce a compensare l'aumento deciso dei depositi bancari.
Questa disparità da una parte conferma la propensione al risparmio degli italiani e nella fattispecie degli abitanti del territorio: sembra, infatti, che la scarsa fiducia in ciò che riserva il futuro condizioni pesantemente la capacità di spesa e spinga in maniera forzata ad un continuo accantonamento di ciò che si riesce a mettere da parte. Anche se non va dimenticato che l'indicazione più chiara che arriva attiene alla iniqua distribuzione della ricchezza.
Perché a fronte di una larga fetta della popolazione che tutto sommato dal 2008 in poi ha visto erodersi il proprio potere d'acquisto, c'è evidentemente una minoranza che invece ha ricavato benefici. I 500 milioni di euro in più depositati in banca da contribuenti e aziende della provincia di Pistoia la dicono lunga su questo fenomeno. E nessun comune, seppure esistano delle variazioni anche consistenti, è esente da tale trend.
Il risultato più impressionante in termini percentuali è quello di Serravalle, dove la crescita dei depositi bancari tra il 2012 e il 2016 arriva addirittura a superare il 37%. Qui, dove il reddito medio è aumentato nel medesimo periodo del 7,6%, sono stati depositati oltre trenta milioni di euro in più allo sportello. E un discorso simile si può fare anche per Massa e Cozzile, dove gli istituti di credito in cinque anni hanno immagazzinato 25 milioni di euro in più, con un esplosione di oltre il 32%. Da sottolineare che in questo comune la crescita del reddito medio ha superato a malapena il 5%.
Sulla soglia del 30% si trova anche Agliana, dove addirittura si sono accantonati poco meno di 60 milioni di euro in più e comunque l'introito medio annuo è salito di nemmeno il 10%.
Se si guarda alle dimensioni del tesoro presente nelle banche è ovviamente Pistoia il comune con la ricchezza maggiore, che rappresenta quasi la metà di tutta la raccolta provinciale: si supera il miliardo e 600 milioni di euro. Anche, rispetto a cinque anni prima, la crescita non è stata esponenziale e si è raggiunta una delle percentuali più basse di tutta l'area, il 7,4%. Mentre il reddito medio è aumentato del 6,3%.
A seguire troviamo Montecatini, dove è stoccato all'incirca un terzo della ricchezza del capoluogo: 530 milioni di euro, con un aumento rispetto al 2012 di oltre il 23%. E un balzo dei redditi intorno al 7%. Più staccati gli altri comuni, con San Marcello Piteglio che ha subito la variazione minore in assoluto. —
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