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Affari a picco: commercianti penalizzati dal nuovo senso unico in via Antonelli

Alessandro Benigni
I lavori in via Antonelli
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I lavori in via Antonelli

Sos del titolare della storica “Botteghina”: «Siamo stretti in una morsa potenzialmente mortale, ci devono ascoltare»  

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pistoia. È passato quasi un mese dall’inizio della sperimentazione del senso unico in via Antonelli, nel tratto da via Sestini (all’incrocio del semaforo nei pressi della chiesa dell’Immacolata) a via Castel dei Guidi, in direzione nord, verso Candeglia. Giunti a metà del guado (la modifica alla viabilità, che ha preso il via in concomitanza con l’avvio dei lavori alla rete dell’acquedotto da parte di Publiacqua, durerà fino al prossimo 7 giugno, in attesa di ulteriori decisioni dell’amministrazione a riguardo, che potrebbe anche rendere definitivo questo nuovo assetto) è tempo di bilanci: se il traffico pare averne beneficiato, anche grazie alla rotonda provvisoria allestita all’incrocio tra via Sestini e via Antonelli, così come i residenti nella medesima strada, lo stesso non può dirsi per alcune attività commerciali della zona, penalizzate dal cambiamento dei flussi di passaggio delle auto.

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Su tutte, la storica “Botteghina” di via Toti, punto di riferimento da circa un secolo per prodotti ortofrutticoli e generi alimentari per gli abitanti del quartiere e non solo: «Siamo stretti in una morsa potenzialmente mortale – spiega con grande amarezza il titolare, Fabrizio Bartolini – Già da anni siamo penalizzati dal senso unico in via di Bigiano e Castel de’ Bovani, adesso si è aggiunto quello di via Antonelli, che di fatto ci toglie tutte le persone che passano di qua scendendo dalle Valli delle Buri».

Conti alla mano, gli effetti si sono visti subito: «Circa 250 euro di incasso in meno al giorno – ammette – senza contare i tanti clienti abituali che sono passati di qua per dirmi che, purtroppo, non si sarebbero più serviti da noi a causa del nuovo assetto viario».

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Assetto viario che, per risolvere il problema, dovrebbe essere rivisto. Con particolare attenzione al reticolo secondario.

«Per farci tornare a respirare è necessario sbloccare uno dei due flussi di circolazione, da sopra o da sotto, altrimenti per noi sarà la fine – conclude Bartolini – Abbiamo fatto degli investimenti importanti su quest’attività, chiediamo di essere ascoltati visto che finora non è stato fatto».

Risalendo via Antonelli verso Candeglia, la situazione è leggermente migliore. Ma i problemi restano.

«Il lato negativo è che c’è meno passaggio – confida Maurizio Calanchi, titolare dell’omonima macelleria – quello positivo è che le persone riescono a trovare un posteggio con maggior facilità, mentre prima in tanti rinunciavano a fermarsi da noi perché non riuscivano a piazzare l’auto».

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La riduzione del flusso di auto punisce soprattutto quelle attività che hanno una clientela mordi e fuggi.
«Il calo è evidente – lamenta Yari Gironi, titolare dell’edicola – La clientela del quartiere regge, ma chi arrivava da fuori adesso si ferma altrove. La sensazione è che il problema del traffico, più che risolto, sia stato spostato – aggiunge – senza contare che restano altri punti deboli da risolvere nella viabilità secondaria».

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«Ho notato la differenza, soprattutto per quanto riguarda la vendita delle sigarette – gli fa eco Claudio Guidi, del Bar tabacchi Sci-Crè – Anche la segnaletica non aiuta, perché in tanti pensano di dover deviare per forza sulla tangenziale ma non è così».

Per chi proviene da monte, infatti, all’altezza del semaforo della tangenziale, la svolta a sinistra verso la tangenziale è soltanto consigliata e non obbligatoria: restano accessibili via Castel dei Guidi e via del Fornacione. —

Alessandro Benigni
 

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