Il Tirreno

Pistoia

Travolse e uccise una donna con la spazzatrice: un anno di reclusione

di Massimo Donati
Il luogo della tragedia avvenuta il 5 luglio 2016
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Il luogo della tragedia avvenuta il 5 luglio 2016

Pistoia, patteggia la pena la conducente del mezzo di Publiambiente sotto cui morì in via del Villone una maestra in pensione. Patente sospesa per tre anni

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PISTOIA. Si è conclusa con il patteggiamento la vicenda giudiziaria per la tragica vicenda della morte di Maria Angela Di Dino, la 75enne maestra in pensione che, il 5 luglio 2016, venne travolta ed uccisa in via del Villone da una macchina spazzatrice di Publiambiente che stava facendo manovra.

Pm e difensori della conducente del mezzo – 60enne pistoiese accusata di omicidio colposo – hanno concordato l’entità della pena: un anno di reclusione con la sospensione condizionale, che ieri mattina la gup del tribunale Patrizia Martucci ha ritenuto equa (anche per via dell’avvenuto risarcimento del danno ai familiari della vittima) ratificandola nella propria sentenza. Prevedendo inoltre anche la pena accessoria di tre anni di sospensione della patente di guida.

Aspetto, quest’ultimo, che era stato oggetto di un’eccezione di costituzionalità da parte dei difensori dell’imputata – Andrea Mitresi e Andrea Niccolai – sull’articolo del codice della strada che prevedeva automaticamente la revoca della patente in caso di condanna per incidenti mortali o con lesioni superiori ai 40 giorni di prognosi.

E per questo, in attesa del pronunciamento della Consulta l’udienza preliminare era stata rinviata. E poco più di una settimana fa è arrivata la decisione della Corte costituzionale sulla sanzione amministrativa accessoria prevista dall’articolo 222, sulla quale il giudice non aveva finora alcun potere discrezionale, vuoi che la condanna fosse a un paio di mesi di reclusione per una gamba frattura vuoi che la pena fosse di 12 anni per omicidio stradale aggravato.

Un’illogicità che la Consulta ha provveduto a cancellare tale illogicità, mantenendo l’automatismo della revoca della patente solo per le più gravi violazioni: c porsi alla guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di stupefacenti. «Al di sotto di questo livello – ha sottolineato la Corte – vi sono comportamenti pur gravemente colpevoli, ma in misura inferiore sicché non è compatibile con i principi di eguaglianza e proporzionalità la previsione della medesima sanzione amministrativa». Il giudice perciò potrà adesso «valutare le circostanze del caso ed eventualmente applicare come sanzione amministrativa accessoria, in luogo della revoca della patente, la sospensione della stessa come previsto – e nei limiti fissati – dal secondo e dal terzo periodo del comma 2 dell’articolo 222 del codice della strada».

Discrezionalità che ieri mattina la giudice dell’udienza preliminare ha adottato, sentenziando la sospensione della patente per tre anni anziché la revoca.

L’incidente in cui aveva perso la vita la 75enne maestra in pensione era avvenuto intorno alle 7, 40 del mattino. La macchina spazzatrice di Publiambiente stava facendo le operazioni di pulizia stagionale lungo via del Villone. Parzialmente nascosta alla vista da un albero, ma comunque troppo vicina al mezzo, nella parte non sfaltata della strada la vittima sarebbe stata agganciata da una delle spazzole, che l’avrebbe trascinata sotto il mezzo.
I primi a tentare un soccorso erano stati due automobilisti di passaggio, che le avevano praticato un massaggio cardiaco. Poi erano arrivati i volontari della vicina Croce verde e il medico del 118, ma per la donna non c’era più niente da fare.

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