Il Tirreno

Pistoia

Area Pallavicini: scontro in vista tra Comune e proprietari

Fabio Calamati
Area Pallavicini: scontro in vista tra Comune e proprietari

Pistoia, il nodo del contendere sono gli oneri di urbanizzazione da versare a Palazzo di Giano. Chiesta consulenza legale

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PISTOIA. Qualcosa si muove sull’area Pallavicini. I proprietari delle aree non ancora utilizzate lungo via Sestini e di fronte al centro commerciale Panorama, hanno avanzato al Comune una proposta di convenzione urbanistica sulla base della variante approvata un anno fa dal consiglio comunale. Ma con l’amministrazione comunale si profila un braccio di ferro: non sui contenuti della variante stessa, ma sull’ammontare degli oneri di urbanizzazione che i proprietari stessi dovranno versare al Comune. La variante attualmente in vigore è nata da una modifica profonda delle previsioni della amministrazione Bertinelli: con il taglio di 1.600 metri quadri di spazi commerciali (da 4.800 a 3.200), l’eliminazione degli alloggi popolari previsti e dell’area per il Luna Park e l’inserimento di un impianto sportivo.. Un ribaltone concretizzatosi tra l’adozione della variante (gennaio 2017) e la sua approvazione (giugno 2018), figlio di un cambio di rotta espressamente sollecitaro dalla nuova dirigente all’urbanistica, Olga Agostini, che fu accolto e approvato dall’amministrazione Tomasi. Da quei giorni, il silenzio era calato sull’area Pallavicini, dove in sostanza le uniche strutture realizzate sono il centro commerciale Panorama (completato nel 2006) e il Pallavicini Center (realizzato nel 2013 ma ancora con moltissimi spazi vuoti al suo interno). Altri lotti attendono ancora di essere edificati e per il momento ospitano soltanto piccole foreste di erbacce.

Il timore era che la nuova variante rappresentasse un ostacolo insormontabile per i progetti dei proprietari dei terreni. Che sono, lo ricordiamo, la società Tredil di Prato, la Sirim Investimenti, la Sirim Due e la San Cipriano srl di Pistoia. Dopo tutto, nella sua revisione l’architetto Agostini aveva bocciato le tre osservazioni presentate dai proprietari delle aree alla variante adottata nel 2017.

Invece i proprietari sono riusciti a stendere una proposta di convenzione urbanistica e a sottoporla all’amministrazione comunale. Sui contenuti, ovviamente, c’è riservatezza: sarà possibile saperne qualcosa se e quando l’amministrazione dovrà prendere una decisione finale sulla convenzione stessa.

Per intanto, però, un problema è già venuto fuori: proprietari e Comune non riescono a mettersi d’accordo sull’entità degli oneri di urbanizzazione che i primi dovrebbero pagare. Gli oneri di urbanizzazione sono quelle somme che chi costruisce è tenuto a versare al Comune per aiutarlo a realizzare le opere che rendono un’area abitabile: strade, parcheggi, giardini, fognature, illuminazione. Molte di queste cose nell’area Pallavicini già ci sono e proprio per questo le società proprietarie non intenderebbero versare quanto richiesto dal Comune. Lo hanno già fatto presente, allegando anche un parere legale.

Il Servizio urbanistica del Comune ha chiesto a sua volta un parere urgente al suo ufficio legale, vista “la rilevanza, anche sotto il profilo economico, delle questioni poste, per le quali le diverse valutazioni tra l’amministrazione comunale e le società interessate inducono a prospettare il rischio di un possibile contenzioso giurisdizionale”. E l’ufficio legale del Comune, oberato di lavoro (in pratica è costituito da un solo avvocato), ha preferito chiedere aiuto all’avvocato che ha sempre seguito per Palazzo di Giano le intricate vicende dell’area Pallavicini, cioè il fiorentino Vittorio Chierroni. Incarico affidato con una determina del 19 aprile resa pubblica nei giorni scorsi.

Ora non resta che aspettare l’autorevole parere. Il rischio è che la lunghissima vicenda dell’area Pallavicini si incagli un’altra volta in un contenzioso legale. —

Fabio Calamati

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