Gioco
Scontro sul futuro del Ceppo ma il nuovo accordo va avanti
Respinta la petizione popolare con 264 firme raccolte dall’associazione Palomar Alla fine per il “no” alla svolta votano soltanto il Pd e Pistoia Città di tutti
PISTOIA. Quattro ore di duro scontro nella seconda commissione del consiglio comunale, ieri pomeriggio. Tema, il nuovo accordo di programma sul futuro dell’area dell’ex ospedale del Ceppo. E, in particolare, la petizione promossa dall’associazione Palomar e firmata da 264 cittadini, che chiedeva di respingere la nuova proposta di accordo di programma messa a punto da Comune, Asl e Regione. Solo attorno alle 21 il dibattito si è concluso: la maggioranza è rimasta compatta sul “no”, mentre dalla parte della mozione si sono schierati Pd e Pistoia città di tutti, con M5S e Pistoia sorride astenuti.. La conseguenza concreta, dunque, è che il nuovo accordo di programma passerà al più presto all’esame del consiglio comunale, che dovrà dare il via libera alla modifica più rilevante: la rinuncia, da parte del Comune, all’acquisizione del padiglione Cassa di risparmio, che rimarrà all’Asl. Se, come appare verosimile, l’accordo verrà approvato, il sindaco Alessandro Tomasi potrà firmarlo, concretizzando così la svolta sul futuro dell’ex Ceppo.
I rappresentanti dei firmatari della petizione (tra loro l’ex vicesindaco Daniela Belliti, Nicola Giuntoli, Alessio Gemito, Marco Leporatti) hanno attaccato ripetutamente il nuovo accordo di programma, nato – a loro avviso – da trattative con l’Asl opache e non precedute da un pubblico confronto. Trattative che hanno portato ad un ridisegno dell’area peggiorativo rispetto al precedente, sacrificando oltretutto i 6,3 milioni di euro che la precedente amministrazione aveva ottenuto dai fondi per l’innovazione urbana (Piu). A tutti ha risposto l’assessore all’urbanistica Alessandro Capecchi, ribadendo il valore del nuovo accordo, nato sia dalle gravi difficoltà del Comune a concretizzare il precedente (non ci sono i fondi necessari a pagare le opere di urbanizzazione), sia dalle richieste dell’Asl di modificarlo (la Casa della salute troverà posto prima e meglio nel padiglione Cassa di risparmio che in quello delle Nuove Degenze). Capecchi ha respinto le accuse di trattative poco trasparenti e ha sottolineato che il sindaco Tomasi non ha ancora firmato nulla: per cui il consiglio comunale avrebbe potuto modificare profondamente il testo, se avesse voluto. Infine, ha ribadito che l’iter seguito dall’amministrazione attuale è del tutto legittimo, come attesta anche il via libera della giunta regionale. Sul punto, invece, aveva particolarmente insistito Daniela Belliti, sottolineando come il consiglio comunale sia chiamato, questa volta, a prendere atto dell’accordo dopo che la Regione l’ha già approvato, mentre la giunta Bertinelli aveva chiamato l’assemblea cittadina ad esprimersi prima. —
Fabio Calamati
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