Il Tirreno

Pistoia

Prostituta trans vuole essere pagata per il "disturbo" e rapina il cliente

Un arresto della polizia (archivio)
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Un arresto della polizia (archivio)

I due non si sono trovati d’accordo sul prezzo: in manette anche un ventenne italiano che ha minacciato il malcapitato con una pistola in un appartamento nella zona di San Biagio

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PISTOIA. Doveva essere una “normale” serata di trasgressione a sfondo sessuale, ma per il cliente italiano di una prostituta trans si è trasformata in un incubo, terminato solo quando è stata arrestata dalla polizia insieme a un ventenne italiano con l’accusa di rapina a mano armata in concorso. Tutto accade in un appartamento nella zona di San Biagio. Qui abita ed esercita la prostituta transessuale colombiana di 38 anni che propone i suoi servizi con annunci e dà gli appuntamenti per telefono. A uno di questi annunci risponde un cliente italiano, che si mette d’accordo per una prestazione sessuale nella serata di domenica e si presenta puntuale all’appuntamento.

Una volta in casa, però, qualcosa va storto. Sembra che il problema sia il prezzo, ritenuto troppo alto dal cliente. I due discutono e alla fine l’italiano decide di andare via, ma la prostituta glielo impedisce. Insiste che vuole essere pagata per il “disturbo” (e probabilmente per il tempo e la clientela persa) nonostante il rapporto sessuale non ci sia stato. Il cliente capisce che la situazione sta prendendo una brutta piega, si intimorisce e prende dal portafoglio una banconota da 50 euro, pensando che la cifra sia più che sufficiente a pagare il disturbo, ma ha fatto male i suoi calcoli perché a questo punto la situazione degenera sul serio. La colombiana prende dal cassetto un coltello da cucina e con questo minaccia il cliente, vuole altri soldi. La faccenda si fa rischiosa e diventa ancora più rischiosa quando da un’altra stanza dell’appartamento fa capolino il ventenne italiano, che evidentemente vive insieme alla trans, anche se forse, vista l’età, non è il suo protettore. Il giovane ha in mano una pistola (bisognerà capire se vera o finta) e con quella rafforza la minaccia del coltello che sta nelle mani della colombiana.

Il cliente a questo punto è con le spalle al muro. Lo costringono a tirare fuori di nuovo il portafoglio e a consegnare tutto quello che c’è all’interno, 600 euro in contanti. Solo a questo punto si dicono soddisfatti, il “disturbo” è stato ampiamente ripagato dal bottino, e così spingono fuori a calci il malcapitato cliente, che poi chiamerà la polizia.

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