Il dolore
Un “salone del mobile” in dieci discariche
Non più sacchi neri di rifiuti tessili, ma poltrone e cassetti: Legambiente ha consegnato un dossier alle forze dell’ordine
QUARRATA. Una terra di nessuno dove tutti si sentono autorizzati a gettare immondizia sempre più grande e sempre più ingombrante. Ma la particolarità delle ultime settimane nei dintorni di Quarrata, consiste nella tipologia dei rifiuti: non più sacchi neri di “cascami” tessili provienienti dalle ditte cinesi dei Macrolotti pratesi, ma in prevalenza mobili: poltrone, cassetti, mobiletti, pellame per rivestire i divani. Tanto che Legambiente, con ironia, definisce questa scoperta – in tutto una decina di discariche abusive d’arredamento – come “un salone del mobile all’arrovescio”.
Ricondandoci che alcune delle più importanti aziende quarratine sono fresche di fiera del mobile di Milano. Chi abbia scaricato i mobili non si sa, nessuno, per il momento, può dire se la provienenza sia locale o, beffardatemente, dei comuni e le province vicine, quasi a voler confondere le idee ai quarratini. Legambiente ha inviato alle forze dell’ordine un vero e proprio dossier su queste discariche, con tante foto a corredo, alcune delle quali pubblichiamo in questa pagina.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.30224463:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.30224463:1652445918/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«È un grosso affronto anche per gli arredatori quarratini – scrive Daniele Manetti, presidente di Legambiente – vedere un po’del loro ingegno finire nelle discariche abusive, in questo settore va sviluppato velocemente un progetto attraverso l’economia circolare, come Legambiente propone da tempo. Cittadini incivili continuano a deturpare ed inquinare il nostro bellissimo territorio ed i cittadini onesti pagheranno tutte le spese per ripristinare e bonificare».
Tanta la roba trovata in queste discariche, tanto spreco, visto che, riciclando i pezzi attraverso l’economia circolare, si potrebbe riempire un grande magazzino: figoriferi, lavatrici, mobili, sedie, vasche da bagno, poltrone, materassi, cuscini, televisori, monitor di vecchi pc, pannellature per rivestimenti, ricoperture in pelle per divani, mochette. Non mancano rifiuti più pericolosi, come i famigerati sacchi neri e i calcinacci, oltre a prodotti più piccoli.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.30224461:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.30224461:1652445918/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il primo sopralluogo di Legambiente sulle discariche risale al 17 aprile, il secondo al 23, quando l’associazione ha scoperto che, non solo i rifiuti sono rimasti lì dov’erano, ma le discariche si sono ingrandite. In una settimana nessun controllo e nessuna novità. Un cittadino ha scritto scherzosamente su un mobiletto “cercasi Alia”, ma è evidente che il problema in questo caso non solo è l’azienda dei rifiuti, ma uno stato generale di indifferenza verso il rispetto dell’ambiente e la mancanza di controlli.
«Legambiente Quarrata – dice ancora Manetti – è convinta che da questa emergenza se ne possa uscire solo facendo un controllo e un monitoraggio dei rifiuti abusivi a lungo raggio. Infatti, tanti rifiuti arrivano dall’esterno del nostro comune e bisogna fermare questo traffico illecito e contaminante per l’ambiente. È anche importante installare sul territorio quarratino diverse telecamere gestite dalle forze dell’ordine ed alcune anche presso il centro eco, in modo da denunciare i cittadini che trasgrediscono le leggi che riguardano le gestione dei rifiuti. Se continua l’abbandono in modo indiscriminato sul nostro territorio di rifiuti abusivi si inquinano i terreni e le falde acquifere e poi anche l’aria se a tali discariche viene dato fuoco».
Il Centro Eco in Via di Bocca di Gora e Tinaia rimane il punto essenziale dove devono essere portati i rifiuti ingombranti e urbani in modo legale: in tanti continuano a gattare rifiuti abusivi in varie zone del Montalbano e della Piana. In alcuni comuni del Pratese come Montemurlo, Poggio a Caiano e la stessa Prato, altrettanto abituati a queste discariche, esistono controlli puntali e vi sono telecamere installate e collegate con la Polizia municipale in molte zone a rischio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
