Il Tirreno

Pistoia

il processo 

Botte e abusi sessuali sulla moglie: 7 anni e mezzo

Massimo Donati
Il pubblico ministero Claudio Curreli durante un processo (foto d'archivio)
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Il pubblico ministero Claudio Curreli durante un processo (foto d'archivio)

Ex rappresentante condannato in tribunale dopo la richiesta di aiuto della donna allo sportello del centro antiviolenza

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PISTOIA. Offese, minacce, richieste di denaro per comprarsi la droga. E poi le botte, ultimamente sempre più frequenti, quando non otteneva i soldi che voleva o durante le crisi di gelosia. E anche i rapporti sessuali a cui costringeva la moglie in piena notte per evitare che ci andassero di mezzo anche le figliolette, nella cui cameretta la donna se ne andava spesso a dormire. Tutte accuse per le quali il pubblico ministero Claudio Curreli aveva chiesto la condanna a 11 anni di reclusione per il quarantenne ex rappresentante pistoiese (non ne facciamo il nome per tutelare l’anonimato della vittima) imputato dei reati di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia ed estorsione. E ieri il tribunale collegiale di Pistoia ha accolto quasi in pieno la tesi dell’accusa, condannando il marito violento a 7 anni e 6 mesi di reclusione per i primi due capi d’accusa. Assolvendolo invece “perché il fatto non sussiste” dall’imputazione di estorsione.. I giudici hanno inoltre condannato l’uomo a risarcire con 10.000 euro i danni morali e materiali patiti dalla moglie, che, rappresentata dall’avvocata Francesca Barontini, si era costituita parte civile nel processo.

La donna aveva trovato il coraggio di denunciare il marito e di chiedere aiuto al Centro antiviolenza Aiutodonna anche grazie a una sua amica, lei stessa vittima di abusi sessuali da parte del marito (poi condannato a 8 anni di reclusione). E grazie alle operatrici dello sportello e alla Squadra mobile della questura, per lei era iniziato il percorso per arrivare da una nuova vita. Nei confronti del marito era scattato il divieto di avvicinamento da parte del gip del tribunale. Dopo che la donna aveva raccontato ciò che aveva dovuto subire negli anni. E di come la situazione si fosse aggravata negli ultimi mesi, da quando il marito aveva ricominciato a fare un uso sempre più pesante di cocaina. Presentandosi spesso nel suo luogo di lavoro per chiederle soldi. E agli inquirenti la donna aveva raccontato anche di tutte le volte che in piena notte aveva preteso da lei dei rapporti sessuali.

L’ex rappresentante ha sempre respinto ogni accusa. Sostenendo anche davanti al tribunale una versione diametralmente opposta a quella della moglie. Una donna di polso, con cui ha spesso avuto litigi, con spintoni reciproci e offese. Ma con cui sempre, poi, aveva fatto la pace. Fino a quando lei avrebbe architettato una storia assurda per liberarsi definitivamente di lui. —


 

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