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L’avvocato: «I due studenti non sono bulli. Mai accusati di esserlo»
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PISTOIA. L’avvocato Fabio Maria Galiani, che assiste due studenti sospesi del Liceo Petrocchi, ha inviato delle precisazioni in relazione a tre nostri articoli: «I due studenti non sono bulli e mai sono stati accusati di esserlo; né hanno assistito ad alcun atto di bullismo. Hanno solo assistito, con tanti altri studenti di età ben superiore, ad una ragazza stesa sul prato che, in virtù dell’alcol, pronunciava frasi sconce, tali da far ridere, e non deridere, i due quattordicenni che non avevano mai visto una persona in stato di ebbrezza. In tale situazione, priva di pericolo, derisione o bullismo, i due studenti non hanno avvertito la necessità di chiedere l’intervento di persone più grandi, anche perché erano già sul posto. Non è vero quanto nell’articolo attribuito al sottoscritto con le frasi “si sarebbero limitati ad assistere alla scena della quindicenne stesa a terra mentre altri la prendevano in giro e le mettevano dello scotch sulla bocca, sulla fronte e sulle gambe”. Non è mai stato sostenuto dal sottoscritto che la sanzione irrogata è troppo severa per aver solo assistito ad atti di bullismo. È stato affermato, piuttosto, che l’aver assistito due quattordicenni, per la prima volta, ad una ragazza in stato di ebbrezza, ma non in pericolo evidente, in presenza di tanti studenti più grandi, non è comportamento censurabile sotto il profilo disciplinare, ma ove lo fosse, la sanzione irrogata sarebbe comunque sproporzionata secondo le disposizioni vigenti. In ogni occasione, in atti e dichiarazioni, i due studenti, i genitori ed il sottoscritto, hanno chiaramente e decisamente premesso di essere contro bullismo, violenza ed omertà. I genitori hanno sempre affermato che ove vi fossero elementi comprovanti la responsabilità dei figli, anche per aver solo assistito passivamente ad atti di bullismo o violenza senza intervenire, chiederebbero una severa punizione. Nello stesso articolo si riporta che il ragazzo “non sembra essere particolarmente impressionato”, dando l’impressione che lo stesso sia accondiscendente a quanto accaduto e cioè indifferente al bullismo. Ciò non corrisponde a verità. I due 14enni, pur sereni per non aver commesso né assistito ad atti di bullismo, né a situazioni che richiedessero un loro intervento, vivono la frustrazione di una sanzione che non meritano e che viene eseguita in un modo umiliante: la pulizia dei bagni. I due 14enni non hanno mai commesso atti di bullismo né sono mai stati accusati di averne commessi, non vi hanno assistito né hanno mai umiliato o deriso la ragazza coinvolta». —
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