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Meno furti in casa, rapine e violenze: calano in provincia i reati predatori
I numeri della lotta al crimine durante la celebrazione del 167° anniversario della fondazione della Polizia di Stato
PISTOIA. Furti, rapine, violenze sessuali, truffe, spaccio di droga... Praticamente tutti in calo i reati in provincia di Pistoia. Cifre che arrivano direttamente dalla banca dati interforze quelle che ieri mattina ha reso note il questore Salvatore La Porta, nel corso della celebrazione del 167° anniversario della Polizia di Stato.. Nel periodo che va dal 10 aprile 2018 al 28 marzo di quest’anno, il totale dei delitti denunciati alle forze dell’ordine nella nostra provincia sono stati 11.580 a fronte dei 13.097 dei 12 mesi precedenti. Per i quali i poliziotti pistoiesi hanno compiuto 181 arresti in flagranza e hanno denunciato a piede libero 1.386 persone.
«I reati che più allarmano i cittadini e cioè quelli contro il patrimonio – ha spiegato il questire – segnano una sensibile diminuzione: 5.718 furti (in abitazione, esercizi commerciali, con destrezza, su auto...) rispetto ai 6.798 dell’ anno precedente. Le rapine (su strada, in esercizi pubblici, improprie ed altro) registrate sono state 67 a fronte delle 102 dell’anno precedente».
Il questore ha anche ricordato ai 15 Daspo per tifosi violenti scattati in seguito agli accertamenti della Digos e della Divisione Anticrimine. E le richieste di soccorso giunte al 113: 11.925, con 2570 interventi. Quindi, i controlli su strada, che hanno consentito di identificare circa 13.700 persone e controllare 6.400 veicoli.
Sul fronte dell’immigrazione clandestina, sono stati espulsi 61 extracomunitari. Particolare interessante, emerso dagli accertamenti dell’ufficio immigrazione, è quello relativo alle irregolarità contributive di cittadini stranieri: 2.073.026 euro, di cui 65.224,78 già recuperati dall’Agenzia delle Entrate.
Quest’anno, i poliziotti pistoiesi hanno voluto festeggiare il proprio compleanno in una sede particolare, a tu per tu con le nuove generazioni: al Liceo Scientifico “Amedeo di Savoia Duca D’Aosta”.
«Insieme ai loro docenti – ha spiegato il questore – abbiamo il dovere morale di garantire il futuro delle nuove generazioni segnando, unitamente alla società civile e alle altre istituzioni un esempio concreto di un percorso da condividere per seguire con impegno e determinazione l’affermazione della legalità, anche in tempi difficili come questi in cui la mancanza di validi riferimenti confondono le nuove generazioni, spesso ingannate da specchietti per le allodole e falsi profeti. La famiglia, la scuola, le istituzioni, la Polizia di Stato hanno l’obbligo morale di diffondere la cultura della legalità e della coscienza civile. I giovani debbono comprendere che la legalità va intesa come responsabilità e non come un insieme di regole da rispettare a prescindere, vissuta e praticata in prima persona per contrastare seriamente l’imperante individualismo con conseguente vuoto culturale, insofferenza alle regole, disinteresse per la cosa pubblica».
E ieri, nel cortile della scuola, è stata organizzata una “Giornata della legalità” per i ragazzi dell’istituto, con stand e mezzi ed attrezzature in uso alla Polizia di Stato, nonché con dimostrazioni pratiche di tecniche di autodifesa ed incontri con gli esperti per illustrare i pericoli del mondo reale e le insidie del web.
Anche quest’anno, il tema della Festa della Polizia è stato “Esserci sempre”.
«E per esserci sempre – spiega il questore – i nostri funzionari hanno partecipato a più di cento incontri e convegni con gli studenti nelle scuole di ogni ordine e grado, per sensibilizzare le coscienze alle tematiche della legalità e del rispetto dei valori civili e democratici, discutendo con loro di argomenti attuali quali il bullismo, la violenza, la dipendenza da alcool e droghe, di sicurezza stradale e dei pericoli della rete».
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