Il Tirreno

Pistoia

Premio Ceppo “Leone Piccioni” allo scrittore Claudio Magris

di Leonardo Soldati
Il presidente del premio Ceppo Paolo Fabrizio Iacuzzi insieme a Claudio Magris (foto Gori)
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Il presidente del premio Ceppo Paolo Fabrizio Iacuzzi insieme a Claudio Magris (foto Gori)

La cerimonia alla biblioteca San Giorgio nel ricordo del famoso critico morto nel 2018. Erano presenti
alcune classi dei licei Forteguerri, Duca D’Aosta e Agnoletti

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PISTOIA. Testimone dei princìpi fondatori dell’umanesimo europeo, con una profonda conoscenza delle tradizioni storico-culturali nazionali e mitteleuropee ed un’inedita capacità di reinterpretarle attraverso una letteratura aderente alla realtà contemporanea. Con queste motivazioni, il celebre scrittore triestino Claudio Magris ha ricevuto venerdì 5 il Premio Ceppo internazionale "Leone Piccioni" Letteratura e Vita alla biblioteca San Giorgio di Pistoia, consegnatogli dal presidente e direttore del Premio Paolo Fabrizio Iacuzzi e da Gloria Piccioni, figlia dell’illustre critico letterario scomparso a maggio scorso, a cui la nuova sezione del Ceppo è intitolata, pistoiese d’adozione e fondatore del Premio.

Presenti alcune classi dei Licei classico "Forteguerri" e scientifico "Duca d’Aosta" di Pistoia, "Agnoletti" di Firenze, visti i laboratori del Premio con gli studenti, con i saluti del sindaco Alessandro Tomasi e di Giovanni Piccioni, sempre figlio di Leone.

Magris, che compirà 80 anni il prossimo 10 aprile, era amico di quest’ultimo. Nell'occasione infatti Iacuzzi ha letto una lettera dello scrittore per i novant'anni di Piccioni, nella quale riconosce il suo debito intellettuale, nella formazione, per l’antologia curata dal critico "Letteratura dei negri d’America" (1949) e per "La letteratura italiana tra romanzo e racconti" (1959). Lo scrittore conobbe il critico quando studiava all'Università di Torino, a fine anni ’50, rimanendogli ben impressa una lezione che Piccioni vi tenne.

«Pochi incontri di persona, ma comunque un’amicizia continua nel tempo soprattutto con i rapporti epistolari», ricorda Magris. Piccioni era figlio dello statista Dc Attilio, che visse a Pistoia dal 1925 al 1939. Sempre in città sfollò da Trieste la famiglia di Magris, per l’occupazione austriaca dopo la disfatta di Caporetto, il padre Duilio frequentò il ginnasio del Liceo "Forteguerri" dal 1917 al 1919. Un rapporto, quello con Pistoia, successivamente mantenuto vivo dai ricordi del padre, anche riguardo le amicizie maturate con alcune famiglie, venendo poi a visitare la città insieme a lui tre volte, all'età di 11, 13 e 16 anni. Tra le bellezze locali che maggiormente lo colpirono, il Fregio robbiano.

Claudio Magris è stato poi intervistato dalla scrittrice Sandra Petrignani. Il suo ultimo libro si intitola "Tempo curvo a Krems" ed è edito da Garzanti.

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