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Sportello Donna, a Pistoia 280 accessi all’anno: in aumento i casi di maltrattamento
Da chi cerca informazioni sulla separazione a chi è vittima di violenza tra le pareti domestiche: tante le situazioni di difficoltà
PISTOIA. Una media di otto accessi la settimana a Pistoia, per un totale di duecento l'anno e cinque accessi settimanali a Montecatini, per un totale di un'ottantina ogni anno. Il 60% dei quali è effettuato da donne italiane, e il restante 40% da straniere. Sono i numeri dello Sportello Donna Cgil di Pistoia e Montecatini che, da oltre 15 anni, garantisce il servizio di consulenze legali su separazioni, conflitti familiari, ma anche assistenza per i casi di violenze fisiche o psicologiche, in collaborazione con la rete assistenziale della provincia. Il tutto, nel più totale anonimato. Un elemento fondamentale per incentivare le donne a denunciare.
A tracciare il quadro dei numeri è stato il convegno “L’importanza di conoscere i propri diritti. L’ultra decennale impegno dello Sportello Donna Cgil” promosso nella sala soci Coop dalla Camera del lavoro pistoiese, e a cui hanno partecipato Silvia Biagini della segreteria provinciale di Cgil Pistoia, Anna Maria Celesti, vice sindaco del Comune di Pistoia, Francesca Barontini, Francesca Bartaletti e Simona Oleari, legali dello Sportello Donna Cgil Pistoia, ed Elisabetta Pini del Centro Aiuto Donna di Pistoia. Dalle donne straniere che si informano su separazioni, divorzi e questioni patrimoniali, a donne impegnate in “coppie di fatto” con figli nati fuori dal matrimonio. Dalle donne che una volta separate si trovano a far fronte a problemi economici, nei confronti delle quali scatta il supporto del Comune per la morosità incolpevole, alle donne che cercano informazioni su come richiedere la decadenza dalla responsabilità genitoriale per il loro ex compagno. Fino ai casi più gravi dove la violenza, fisica o sessuale, spinge la donna a cercare aiuto allo Sportello. E allora scatta la rete di assistenza territoriale dove convergono i servizi sociali del Comune di Pistoia, i Centri antiviolenza presenti sul territorio, ma anche il Codice Rosa della Asl che è il percorso di accesso al Pronto Soccorso, riservato a tutte le donne vittime di violenza. Una procedura che, nei casi più gravi, prevede anche il ricovero in ospedale fino a che la donna non viene trasferita in una residenza protetta, insieme ai figli.
Un servizio importante, quello dello Sportello Donna Cgil, rafforzato anche dalla fitta rete che, negli anni, sul territorio è cresciuta, coordinandosi con il Centro Aiuto Donna del Comune di Pistoia. Un centro dove, dal 2006 a oggi, sono state oltre mille le donne seguite e supportate dal team di psicologhe, che garantiscono anche il servizio del centralino, per le vittime che preferiscono parlare al telefono.
Secondo i dati del Centro Aiuto Donna, i maltrattamenti si registrano in prevalenza sulle donne tra i 35 e i 60 anni, ma negli ultimi anni sono aumentate del 10% le violenze nei confronti delle giovanissime tra i 18 e i 20 anni, da parte di fidanzati coetanei o poco più grandi. Aumenta anche l'efferatezza delle violenze rispetto al passato e a Pistoia, in linea con il dato nazionale, la percentuale delle donne vittime di maltrattamenti che denunciano è solo del 3%.
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