La protesta
Ferì il collega di lavoro, in libertà dopo 4 mesi
Pistoia, lite all’Hitachi Rail tra due operai di un’azienda dell’indotto. Il tribunale revoca gli arresti domiciliari all’aggressore
PISTOIA. Era agli arresti domiciliari da quattro mesi. Da quando si era costituito dopo due giorni in cui, in preda al panico e al rimorso, aveva viaggiato in treno da una città all’altra. Adesso è tornato in libertà l’operaio che la mattina del 19 novembre scorso aveva “accoltellato” con un pezzo di lamiera un collega durante una lite all’interno dello stabilimento Hitachi di via Ciliegiole, dandosi poi alla fuga. Accusato di tentato omicidio, Rocco Fabrizio David Mirisola, 30 anni, originario di Caltanissetta e residente a Casalguidi, ha ottenuto la mitigazione della misura cautelare dopo il ricorso presentato dal suo avvocato difensore Giuseppe Roscitano. Il tribunale del riesame gli ha applicato la misura dell’obbligo di dimora nella provincia di Pistoia, assieme a quella di presentarsi tutti i giorni in caserma dai carabinieri.
Mirisola, così come la vittima, lavorava (è stato licenziato dopo l’arresto) per un’azienda dell’indotto della Hitachi Rail. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, c’era stato proprio il suo senso del dovere come caporeparto all’origine dei dissapori culminati con il fendente inferto al collega – il 40enne pistoiese Fiorenzo Boccardi – all’interno di una carrozza ferroviaria in allestimento nel reparto di carpenteria dello stabilimento di via Ciliegiole. Già la settimana precedente i due avevano litigato pesantemente sul posto di lavoro. E passato il week end, il lunedì mattina, la situazione era degenerata.
Mentre Mirisola si dava alla fuga a bordo della propria auto, il ferito, soccorso dai compagni di lavoro, era stato ricoverato in codice giallo all’ospedale e operato d’urgenza per suturare un’arteria. Ma non era mai stato in pericolo di vita.Due giorni dopo, il ricercato, si era costituito presentandosi con l’avvocato al comando provinciale dei carabinieri. Probabilmente, secondo gli inquirenti, anche perché le sue condizioni di fuggiasco erano ormai diventate insostenibili. Soprattutto dopo l’arresto, avvenuto già nella tarda serata del giorno del ferimento, dell’amico che avrebbe dovuto aiutarlo portandogli vestiti e auto. Inoltre, i carabinieri del Norm, stavano chiudendo il cerchio attorno al ricercato, poiché avevano già individuato un altro suo complice, un 41enne pubblico esercente di Serravalle, denunciato – anch’egli – per favoreggiamento personale: secondo gli investigatori del Nucleo operativo aveva fornito ospitalità all’amico.
Adesso Mirisola attenderà in stato di libertà la fissazione della data dell’udienza preliminare.
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