Un centro commerciale al posto della Mas: «Potrà dare lavoro e servizi importanti»
Martina Trivigno
Appello del sindacalista Alberto Morosi (Uil) al Comune: non va aperta un’altra fabbrica nel centro abitato di Bottegone
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BOTTEGONE. Alberto Morosi è un ex dipendente della Mas di via Pozzo di San Sebastiano, a Bottegone. Per 10 anni – e fino alla sua chiusura nel dicembre del 2010 – ha lavorato in quella che è stata una delle fabbriche più importanti di Pistoia. Esponente del sindacato Uil, ne parla con l’amaro in bocca, durante la seconda tappa di “Caffè Tirreno” che si è tenuta ieri al Circolo Arci di Bottegone. Ma Morosi non dimentica nulla: i tempi d’oro, quando la Mas, che produceva laminati per elettronica, dava lavoro a centinaia di persone. E neppure l’inizio dell’epoca dello sfacelo, quando, da membro del comitato sindacale di fabbrica, minacciò di bloccare la produzione se la proprietà non avesse dato risposte chiare agli operai sul futuro dello stabilimento. Da allora sono trascorsi più di 8 anni e l’ex edificio industriale è sempre lì. Ma sono lontani i tempi in cui brulicava di operai. «Ora c’è solo silenzio – racconta – Anche se mi sembra ancora di vederla, tutta quella gente».
La storia della Mas, Alberto Morosi, l’ha vissuta sulla sua pelle per due lustri. Ed è convinto della necessità di restituire un’identità a quei grandi capannoni bianchi.
«Ho letto – racconta Morosi – che un’azienda pratese che lavora nel campo dei tessuti speciali in fibra di carbonio è interessata all’ex sito industriale, di proprietà della società quarratina Montagne Verdi srl. Non credo, però, che questa sarebbe la soluzione ottimale. La mia proposta, infatti, è quella di aprire lì, nell’ex sito industriale, un centro commerciale».
Morosi fa riferimento alla Microtex Composites srl, che, nel gennaio di quest’anno, ha depositato al Comune di Pistoia la richiesta di un parere preventivo di compatibilità industriale per l’apertura di una nuova attività. E in quell’occasione l’ente non aveva escluso di avere un interesse perché il sito industriale dismesso trovasse una «nuova funzionalità». La stessa cosa che dice, in sostanza, l’ex dipendente della Mas, tenendo conto, tuttavia, di cosa significhi aprire (di nuovo) una fabbrica in pieno centro abitato.
«Ricordo ancora – prosegue Morosi – quando si costituì un comitato di cittadini. Gli abitanti si lamentavano per il rumore e, soprattutto, l’inquinamento che lo stabilimento produceva. Ci sono molte abitazioni intorno e, seppur cambiasse il tipo di attività industriale, il problema quasi sicuramente si ripresenterebbe».
«Per questo – conclude Alberto Morosi – nell’ambito del maxi piano pubblico-privato di riqualificazione di Bottegone, dovrebbe essere presa in considerazione l’idea di costruire un centro commerciale: tornerebbe a dare lavoro a tante persone e, al tempo stesso, offrirebbe un importante servizio ai cittadini».
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