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«Un’embolia non diagnosticata, potevo morire come Cristiana»
Paolo Nencioni
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L'avvocatessa Sabrina SerroniAvvocatessa racconta la sua odissea tra gli ospedali di Pistoia e Pescia: «Mi ha salvata un medico di Prato»
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PISTOIA. Quando l’avvocatessa Sabrina Serroni ha letto i primi risultati dell’autopsia compiuta sulla salma di Cristiana Capecchi, la ventottenne morta il 24 febbraio dopo essere stata rimandata per tre volte a casa dal pronto soccorso dall’ospedale di Pistoia, un lungo brivido le è corso lungo la schiena, perché si è resa conto che avrebbe potuto fare la stessa fine. E...
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