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Il vescovo Tardelli: "Il decreto sicurezza non mi piace"

Il vescovo Tardelli: "Il decreto sicurezza non mi piace"

Critiche alle norme volute dal ministro Salvini durante il convegno organizzato da Diocesi, Caritas e Fondazione Migrantes con "Il Tirreno" come media partner

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PISTOIA. "Non chiediamo alle istituzioni di andare contro alle leggi dello Stato, ma attenzione verso le persone in difficoltà prese in carico dalla Chiesa e dalle realtà della società civile. A me questo decreto non piace perché - e prendo a prestito le parole dei vescovi siciliani - mette in grave insicurezza, sulla strada, tanti figli di Dio, a iniziare dai più deboli, dalle donne e dai bambini. Non ho timore a dirlo chiaramente".

Lo ha detto il vescovo di Pistoia Fausto Tardelli intervenendo oggi, 2 marzo, all'incontro "Dopo il decreto sicurezza, come cambia il sistema di accoglienza con la Legge 132/2018".

L'incontro, svoltosi nella sala conferenze del convento di San Domenico a Pistoia, promosso da Diocesi, Caritas e Fondazione Migrantes,  ha avuto Il Tirreno come media partner ed è stato moderato dal giornalista Luca Daddi, capo della macro edizione di Pistoia Montecatini Empoli Prato.

"Sono anche altre le leggi che non mi piacciono - ha aggiunto Tardelli - perché la bontà di una legge non è data dal fatto che sia approvata da una maggioranza ma dal fatto che corrisponda alla verità e dignità della persona umana. Quindi si può e anche si deve contestare una legge ma finché in un paese esiste un Parlamento eletto democraticamente, l'unico modo per cambiarla o farne di nuove è acquisire consenso".
 
Monsignor Tardelli, che ha lanciato un appello a fare rete sociale da parte di tutti coloro "che sinceramente hanno a cuore il bene dell'umanità e la soluzione dei problemi", ha messo in evidenza quelle che a suo parere sono le falle del decreto, ossia la "riduzione delle disponibilità finanziarie per i bandi per la gestione dei Cas, con riduzioni dei servizi offerti", e le "evidenti nuove difficoltà nella possibilità di ottenere lo status di protezione, con l'impossibilità di iscrizione alle anagrafi comunali, con tutto ciò che ne consegue in termini di rapporto con la comunità".
 
All'iniziativa hanno preso parte anche l'assessore regionale Vittorio Bugli, Francesca Meoni della Caritas, Moreno Sepiacci di Co&So. La normativa è stata illustrata da Francesca Biondi, ricercatrice della Scuola Sant'Anna di Pisa, Il prefetto Emilia Zarrilli ha portato un saluto.

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