La protesta
Il Pd: accordo ex Ceppo migliorato solo grazie ai nostri interventi
Proprietà comunale della parte storica, messa in sicurezza idraulica e inserimento di una previsione per il tribunale
PISTOIA. Il nuovo accordo di programma per il recupero dell’ex ospedale del Ceppo non è stato ancora presentato ufficialmente (probabilmente lo sarà lunedì in Comune, alla presenza del sindaco e del direttore generale dell’Asl Morello Marchese) ma è già l’argomento del giorno. Così anche il Pd interviene per rivendicare il merito di aver reso un pò più digeribile un atto che cambia completamente le strategie di intervento sull’ex ospedale, «un pezzo dell’anima della città», come sottolinea il segretario comunale Maurizio Bozzaotre.
Un atto che – rimarca il consigliere regionale Massimo Baldi – la giunta Tomasi ha provato a gestire come un provvedimento ordinario, senza coinvolgere la città, nella totale opacità di trattative tra Comune e Asl. «Noi invece abbiamo cercato di ripristinare un minimo di trasparenza».
Ma come ha fatto il Pd a incidere sui contenuti del nuovo accordo di programma (che, lo ricordiamo, tra l’altro sposta la parte sanitaria dai padiglioni di viale Matteotti al padiglione Caripit, che resta all’Asl e non passa più al Comune)? Agendo sulla Regione, cofirmataria dell’accordo, attraverso i due consiglieri regionali e l’assessore Federica Fratoni. E quali risultati hanno ottenuto quelli del Pd?
Lo spiega il capogruppo Walter Tripi. Innanzitutto imponendo che la parte storica e monumentale del Ceppo passi comunque dalla proprietà dell’Asl a quella del Comune, «contrariamente – si sottolinea – alle intenzioni iniziali dell’amministrazione».
Due: vengono previsti per la prima volta interventi di messa in sicurezza idraulica dell’area (a carico del Comune), «mentre prima di questa problematica non si era mai parlato».
Tre: nell’accordo di programma è espressamente inserita una previsione di collocazione del Palazzo di giustizia nel complesso conventuale di Santa Maria delle Grazie (che nei precedenti accordi doveva essere parzialmente destinata a commerciale).
«Questo tema – osserva Federica Fratoni – non ve niva affrontato prima del nostro contributo. Invece Pistoia ha bisogno di una comoda sede per il tribunale, come lo stesso Ordine degli avvocati ha espressamente richiesto, senza ricevere risposte chiare dal Comune».
E ora che l’accordo di programma è pronto, cosa farà il Pd? Il giudizio rimane negativo, anche per il percorso formale scelto «che non ha mai coinvolto il consiglio comunale» come ricorda il presidente della commissione urbanistica Alvaro Alberti. Ora l’atto è stato approvato dalla Regione e arriverà in consiglio blindato: ogni modifica richiederebbe infatti una riapprovazione da parte di Regione e Asl. Piuttosto, il Pd attende le proposte della giunta Tomasi sulla parte nuova del Ceppo, le cosiddette “Nuove degenze”, che saranno abbattute e ricostruite (almeno in parte). Per farne cosa? «Certo qualcosa che non danneggi il commercio in centro» osserva Tripi.
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