Il Tirreno

Pistoia

l’iniziativa 

La città scommette sui cervelli di domani e apre la fabbrica dei baby scienziati

David Biuzzi
Il vice presidente Palchetti, il presidente Iozzelli e l'ideatore del progetto Ezio Manchi
◗
Il vice presidente Palchetti, il presidente Iozzelli e l'ideatore del progetto Ezio Manchi

La Fondazione Caript inaugura l’Accademia: per trentuno studenti la grande occasione di prepararsi alla sfide più alte

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «Siate affamati, siate folli», diceva Steve Jobs. L’uomo che ha rivoluzionato la nostre vite partendo da un garage e un gruppo di amici. E proprio a loro, a chi ha tanta fame e un pizzico di follia, si aprono le porte dell’Accademia Giovani per la Scienza, la nuova “creatura” della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.. Che nasce con obiettivi non esattamente minimi («una sfida all’Europa per allevare i futuri Nobel»), che strizza l’occhio a tutti gli 11 istituti superiori del territorio e che, in sostanza, può e vuole diventare una fabbrica di baby scienziati. La macchina, virtuale, è già partiti, con gli incontri negli istituti. Dell’Accademia potranno far parte, come accennato, studenti delle scuole medie superiori. L’unico requisito è frequentarne uno di Pistoia e provincia o esserne residente. Saranno ammessi un massimo di 31 giovani (l’obiettivo, per questo primo anno, è averne almeno 15) e oltre al merito scolastico saranno valutate qualità e vivacità degli interessi culturali. L’impegno sarà biennale (relazione sulle attività svolte al termine del primo anno, tesi individuale o di gruppo al termine).

Agli scienziati di domani verrà proposto, da fine marzo, un programma di formazione e aggiornamento con la possibilità di lavorare fianco a fianco con grandi professionisti italiani e stranieri. Il programma proseguirà in estate e nel prossimo anno scolastico. «Questa idea – spiega Luca Iozzelli, presidente della Fondazione – nasce sull’onda del concorso “Si.. Geniale!”, che continueremo a proporre. Un’iniziativa per sollecitare l’interesse di tutti ragazzi verso la scienza. L’Accademia, invece, vuole essere un percorso di crescita per idee e cervelli».

Un ulteriore passo avanti, insomma, come sottolinea Giovanni Palchetti, vicepresidente della Fondazione stessa e riferimento del Comitato scientifico che coordinerà i lavori dell’Accademia. «Cercandi i futuri premi Nobel – dice – non è che ci siamo posti obiettivi umili. Ma questo progetto non si rivolge solo ai “nerd” o ai “secchioni” delle scuole superiori. Cerchiamo più i curiosi che i bravissimi per affrontare 2 anni di approfondimento. Anzi per costruirli insieme visto che il programma sarà stilato in corso d’opera dal Comitato scientifico di cui faranno parte anche i ragazzi selezionati».

Programma da definire nei dettagli, insomma, ma idea chiara e forte. «È una porta che si apre – sottolinea il professor Ezio Menchi, consigliere nel cda della Fondazione e ideatore dell’Accademia – e, lasciatemelo dire, si apre per merito di una Fondazione che, con il concorso prima e ora questa iniziativa, vuole dare una possibilità ai giovani del territorio. È una sfida vera, bella, alta. Cercheremo di dare al gruppo di ragazzi che formeremo le occasioni e le opportunità migliori per stare ai livelli più alti. Sperando che l’investimento fatto sul territorio poi torni sul territorio».

Il programma che verrà, avrà due linee guida: formazione generale e gruppi di lavoro divisi per aree (dalla medicina alla chimica passando per la biologia). «Il lavoro non sostituirà la scuola – prosegue Menchi – ma sarà compatibile. È un arricchimento importante del percorso scolastico. Per questo pensiamo soprattutto al periodo estivo. E i membri non dovranno seguire tutto ma quello che ritengo più utile».

Fra le iniziative già in programma uno stage al Cern di Ginevra e uno al laboratorio di fisica nucleare del Gran Sasso. Stage per le donne, poi, a Oxford dalla fisica delle mono-particelle Daniela Bortoletto. La partenza, però, sarà (attorno a metà marzo) un campus di 3 giorni al centro dell’Università di Bologna di Bertinoro. Uno stage di introduzione con incontri e conversazioni con gli scienziati. Tutto gratis, per i ragazzi, visto che la Fondazione coprirà ogni spesa. «C’è un fondo stanziato – conclude Palchetti – ma non un badget. La Fondazione ci crede, non si tira e non si tirerà indietro». Ora, dunque, tocca agli «affamati» e ai «folli» di Steve Jobs. —

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web