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Sempre meno migranti nei centri di Pistoia Da 417 a 225 in 18 mesi
Il sindaco Tomasi: è il risultato del calo di sbarchi e arrivi Bartoli (Pistoia sorride): un modello da cambiare
PISTOIA. Si stanno svuotando i centri di accoglienza straordinaria (Cas) di Pistoia. Nel luglio 2017 i migranti accolti sul territorio comunale, tra centri Cas e centri Sprar (le strutture per l’accoglienza di secondo grado, quella riservata ai richiedenti asilo), ammontavano a 417, divisi in 24 strutture. Un anno dopo, nell’agosto 2018, il totale era già sceso a 256 unità e il numero delle strutture a 19. L’ultimo aggiornamento, il 7 febbraio di quest’anno, conta 225 presenze in 15 strutture. Il calo è dovuto ai Cas, perché negli altri centri (Sprar) il numero di presenze è stabile (26 persone). Tra i centri chiusi ultimamente, quello di viale Matteotti (convento dei cappuccini) e quello di Vicofaro.
Di rimpatrii di migranti nel 2018, invece, non ce n’è stato nessuno. Naturalmente la prefettura ha provveduto al rimpatrio di altri immigrati, non presenti nei centri, ma di queste operazioni non ci sono cifre precise.
Le cifre aggiornate della presenza di migranti sono state fornite dal sindaco Alessandro Tomasi durante il consiglio comunale di ieri, rispondendo ad una interpellanza firmata da Roberto Bartoli (Pistoia Sorride). L’interpellanza prendeva le mosse dalla notizia (che il sindaco ha confermato) dell’arrivo di 7 migranti in provincia di Pistoia, provenienti dalla chiusura del Centro accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Roma, 2 dei quali sono stati collocati stabilmente sul territorio comunale.
«Il calo delle presenze – ha commentato Tomasi – è dovuto al ridursi degli sbarchi e e degli arrivi. Oggi, comunque, le presenze sul territorio comunale sono inferiori anche al numero previsto nell’accordo stipulato a suo tempo tra l’Anci e il Ministero degli interni».
Replicando, il consigliere Bartoli è tornato a criticare il modello di accoglienza applicato in Italia (e quindi anche a Pistoia), centrato – a suo parere – su una gestione delle emergenze che finisce sempre con il passare sulla testa delle comunità locali e in particolare dei Comuni, mentre questi ultimi dovrebbero avere un ruolo molto più attivo.
Bartoli ha anche messo in guardia il Comune dai rischio connessi al nuovo bando per i Cas in preparazione, che ignorerebbe il rapporto tra migranti ed abitanti e renderebbe sempre più difficile ogni sforzo di integrazione. —
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