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Pistoia

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Le figlie degli uomini del grano si ritrovano dopo 74 anni

Valentina Vettori
Le figlie degli uomini del grano si ritrovano dopo 74 anni

I loro padri erano sminatori e morirono nel tentativo di disinnescare una bomba Grazie a una foto pubblicata sui social da un nipote è stato possibile farle ritrovare

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. L’ultimo ricordo condiviso fu una giornata di scuola al convitto delle Crocifissine, nel 1945. Le sorelle Mammola e Mimosa Corsini e la loro amica Paola Meini, nemmeno vent’anni in tre, da quel giorno si persero di vista, dopo essere rimaste orfane di padre. Ma ci sono vite destinate a rintrecciarsi, anche a distanza di oltre settanta anni e centinaia di chilometri di strada frapposti tra loro. Così, nell’epoca dei social dove tempo e spazio si riducono a una variabile quasi insignificante, accade che le tre donne ormai ultra ottantenni, e i loro figli, grazie a una foto pubblicata in rete, si ritrovino e si abbraccino, chiudendo per sempre una profonda ferita apertasi, quattro mesi dopo la liberazione della città di Pistoia l’8 settembre del 1944, con la morte di Corsino Corsini e Mario Meini. Due sminatori di professione, poco più che quarantenni, che il 18 gennaio del 1945 persero la vita al Poggiolino, località a due passi da Ponte Calcaiola sulla via Modenese, proprio a causa di un’esplosione.

L’incontro – un misto tra gioia, euforia e grande commozione – è avvenuto ieri nell’atrio della Caffetteria Marino Marini, dove Mammola Corsini e Alessandra Querci (figlia di Paola e nipote di Mario Meini) si sono incontrate e strette in un grande abbraccio insieme al resto della famiglia Corsini, per poi telefonare tutti insieme proprio a Paola, che da anni vive a Padova, e a Mimosa che invece risiede in Francia. L’addio tra le tre bambine era avvenuto nel 1945, dopo essere rimaste orfane dei loro padri. Poco dopo il lutto, il dolore per la perdita del marito e la povertà legata alla guerra portarono la vedova di Meini, madre di Paola, a lasciare la città e trasferirsi prima a Livorno e poi a Padova, città dove la bambina cresce diventando madre a sua volta. Ed è proprio Alessandra, dopo essere tornata a vivere a Pistoia, città di origine della madre, che un mese fa trova in rete una fotografia che ritrae le piccole sorelle Corsini, pubblicata da Corsino, il nipote dello sminatore morto che di quel nonno mai conosciuto porta lo stesso nome. Il caso ha poi voluto che Alessandra Querci mostrasse quella foto alla madre Paola, a Padova, e che lei riconoscesse in quei volti paffutelli le amiche del cuore Mammola e Mimosa. Un’euforia immensa, tanta quanta l’incredulità di aver ritrovato dopo 74 anni le due donne. Al resto ci hanno pensato la rete e i social network.

Così ieri mattina, tra l’emozione collettiva, Mammola e Alessandra si sono strette in un lungo abbraccio, a cui ha partecipato anche Loredana Matteini, moglie del figlio dello sminatore Corsini, e madre di Corsino. «È stata una mattinata di grandi emozioni e gioia», racconta Corsino Corsini, che da anni è impegnato per ricostruire la vicenda della morte del nonno e di molti altri sminatori che, come lui, sulle colline e nei boschi persero la vita.

A quel tempo erano conosciuti come “gli uomini del grano”, perché con il loro lavoro toglievano dai campi le mine sganciate dai tedeschi, restituendo nuova vita alla crescita del grano nei campi. «Ho un grande desiderio – aggiunge Corsini – che prima o poi possa essere intitolata una strada, una piazza o una targa alla memoria dei tanti sminatori che, tra l’ottobre del 1944 alla metà del 1948 persero la vita. Come mio nonno e Meini, morirono anche Alcibiade Civinini, Berto Bechini, Pilo Bovani, Francesco Baldi e molti altri. Vorrei che in qualche modo fossero ricordati». —

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