Il Tirreno

Pistoia

Il direttore dell’Istituto Storico della Resistenza 

«Una provocazione? No, ma certamente è stato un atto improprio»

Valentina Vettori

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lo studioso

«È un errore dal punto di vista storico». Più che di provocazione o strumentalizzazione – che da storico di professione quale è, naturalmente lascia allo scontro tutto politico tra la giunta guidata dal sindaco Piero Lunardi e il centro sinistra serravallino (Pd, Mdp Art. 1, Rifondazione) – il ventottenne direttore dell’Istituto storico della Resistenza Matteo Grasso definisce la scelta di intitolare una fontana ai martiri delle foibe all’interno della piazza di Cantagrillo, già intitolata alla figura del partigiano fucilato dai tedeschi Brunello Biagini, «un atto improprio e fuori contesto storico».

«Non credo proprio si tratti di una provocazione da parte del Comune – sottolinea Grasso –, e comunque certe posizioni le lascio alla politica. Dal punto di vista storico, però, si tratta certamente di un errore grave, che mescola anche periodi molto differenti tra loro».

I morti sono tutti uguali, concorda, sottolineando come sia assolutamente necessario studiare e coltivare la memoria dei fatti, così come ricordare le vittime delle foibe, anche con iniziative di intitolazione di targhe e monumenti, come il Comune di Serravalle ha deciso di fare in questo caso. Ma bisogna sempre prestare attenzione al contesto in cui si lo si fa.

«Credo che per l’intitolazione della fontana alle vittime delle Foibe – dice – sarebbe stato più opportuno individuare un’altra sede, magari un giardino».

E sull’attività svolta dagli storici, circa gli studi e gli approfondimenti sul tema, ricorda come, anche a Pistoia, «non si siano mai tirati indietro». Tanto che proprio nel gennaio 2018, con l’avvicinarsi del 10 febbraio, il “Giorno del ricordo” che fu istituito nel 2004 per ricordare gli italiani uccisi nelle foibe del Carso dall’esercito jugoslavo e le vittime dell’esodo giuliano-dalmata, «fummo proprio noi a richiedere l’intitolazione di una targa alle vittime dei conflitti ideologici e nazionalisti sul confine orientale (definizione che riprende il testo della legge istitutiva del Giorno del ricordo, ndr)». Una proposta che il Cudir, il Comitato unitario per la difesa delle istituzioni repubblicane, accolse immediatamente. Così il 10 febbraio quella targa fu inaugurata in piazza Garibaldi a Pistoia. –

Valentina Vettori

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